Il fallimento di una sinistra senza socialismo

La coalizione di centrosinistra capeggiata dal PD corre verso il voto con tre gambe: +Europa di Emma Bonino, Civica popolare di Beatrice Lorenzin e Insieme (PSI, Verdi e prodiani). Il primo fatto curioso è proprio la lista della Lorenzin, ex Popolo della Libertà, che ha seguito Alfano nel suo Nuovo Centrodestra, diventato successivamente Alternativa Popolare per governare insieme al PD, per poi creare una lista tutta sua e scendere in campo con il centrosinistra. Un esempio impeccabile di coerenza. Però –va detto- Alfano ha avuto il buon senso di non ripresentarsi, ci ha pensato il democristiano Casini a rimpiazzarlo. Mentre il centrosinistra è impegnato nelle rottamazioni, alla faccia di Berlusconi, la rossa, rossissima Sussana Camusso s’impegna a difendere i diritti del proletariato e della democrazia rievocando lo spauracchio del fascismo e imprecando contro movimenti che dovrebbero essere espulsi dalle elezioni, alla faccia della libertà. E se i giovani fuggono all’estero per lavoro, ci pensa il ministro del lavoro Poletti (PD) a consolarci con le sue calorose parole “io conosco gente che è andata via e che è bene che stia dove è andata, perché sicuramente questo Paese non soffrirà a non averli più tra i piedi”. Questa è la sinistra che ci tocca, quella vicina agli ultimi, quella che ha a cuore le cause dei più deboli.

Da vent’anni a questa parte, la sinistra italiana non ha davvero nient’altro da dire, vi è stato un progressivo passaggio da un pensiero economico che auspicava un livellamento delle classi sociali, ad una critica dei costumi di matrice borghese; sostanzialmente si è passati dal contenuto (economico) alla forma (costumi). Ci si è adattati al sistema. Ma cos’è questo socialismo? Bertrand Russel nell’ultimo anno della Grande Guerra scrisse “Il socialismo, come ogni cosa vitale, è piuttosto una tendenza che non un corpo di dottrina rigorosamente definibile. Qualunque definizione del socialismo includerebbe qualche concezione che molti considererebbero non socialistica, o ne escluderebbe altre che vogliono essere incluse. Ma credo che arriveremo quanto più vicino possibile all’essenza del socialismo se lo definiremo come quella tesi che vuole la proprietà comune della terra e del capitale.”1

Possiamo affermare –alla luce della loro politica- che il PD (e i suoi alleati) non tende affatto al socialismo, tende piuttosto a negarlo, il contrario del socialismo è la privatizzazione o come si preferisce chiamarla oggi, la liberalizzazione. Favorire il privato a discapito del comunitario. Gli esempi degli interessi privati all’interno della politica del PD sono numerosi, ma giusto per citarne alcuni, dal palese coinvolgimento della famiglia Boschi all’interno della vicenda di banca Etruria, alla propaganda sui vaccini coatti della Lorenzin (ministro della salute) sostenuta dai suoi fantadati dei 270 bambini morti di morbillo solo a Londra nel 20132 che arricchiscono solo industrie farmaceutiche, ai più recenti aumenti sulle tariffe autostradali, sulla bolletta del gas e della luce, passando per il business dell’immigrazione e tanto altro ancora. Qualcuno ha detto immigrazione? Tra le lacune del centrosinistra che ci ha regalato la “più migliore” ministro/ministra dell’istruzione, hanno dimenticato nientepopodimeno che Carl MarxMa se una sovrappopolazione operaia è il prodotto necessario della accumulazione ossia dello sviluppo della ricchezza su base capitalistica, questa sovrappopolazione diventa, viceversa, la leva dell’accumulazione capitalistica e addirittura una delle condizioni d’esistenza del modo di produzione capitalistico. Essa costituisce un esercito industriale di riserva disponibile che appartiene al capitale in maniera così completa come se quest’ultimo l’avesse allevato a sue proprie spese, e crea per i mutevoli bisogni di valorizzazione di esso il materiale umano sfruttabile sempre pronto, indipendentemente dai limiti del reale aumento della popolazione.”3

Ma cosa se ne fa il centrosinistra di Carl Marx, quando ha George Soros dalla sua parte?
C’era una volta Ernesto Guevara, questo sconosciuto che gridava a gran voce patria o muerte, che all’ONU pronunciò un discorso sull’importanza della sovranità nazionale “come ha detto Fidel Castro, finché il concetto di sovranità esiste come prerogativa delle nazioni e dei popoli indipendenti e come diritto di tutti i popoli noi non accetteremo l’esclusione del nostro popolo da questo diritto. Finché il mondo viene guidato da questi principi, finché il mondo viene guidato da questi concetti che hanno valenza universale, perché universalmente accettati e consacrati dai popoli noi non accetteremo di essere privati di nessuno di questi diritti.”4

Ma senza scomodare il Che –dopotutto ormai è più un marchio che un uomo- potremmo citare l’italiano Piero Calamandrei (un socialista vero) “per aversi uno stato sovrano e indipendente, è necessario che alla formazione della sua volontà concorrano soltanto, attraverso i congegni costituzionali a ciò predisposti, le forze politiche interne. Stato democratico sovrano è quello, le cui determinazioni dipendono soltanto dalla volontà collettiva del suo popolo, espressa con metodo democratico, e non da volontà o da forze esterne, che stiano al disopra del popolo e al di fuori dello stato.5 Se un uomo pronunciasse le stesse parole oggi, verrebbe tacciato di populismo, fascismo e chi più ne ha più ne metta. La sinistra ha abbandonato i suoi padri per perdersi tra le braccia del capitalismo. Ma tornando alla coalizione in campo, cosa dire degli altri due simboli? Stendiamo un velo pietoso su Insieme, il PSI finito con questi signori è da film dell’orrore; e +Europa della Bonino? Il nome è già un programma, questa donna –casualmente amica anche lei di Soros- è la stessa che si vantava di aver praticato la bellezza di 10.141 aborti usando pompe per biciclette. Il suo programma? Stati Uniti d’Europa, elogio aprioristico dell’UE, perché secondo la Bonino l’Europa ha garantito la pace, la sicurezza, i diritti, più crescita e più libertà, e non dimentichiamo gli immigrati, secondo la signora esperta di demografia l’Italia dovrebbe importare decine di migliaia di immigrati perché gli italiani non fanno figli e anche perché altrimenti “chi raccoglierebbe i pomodori?” così parlò Emma Bonino (ma questo non si chiama schiavismo?). Guai a voi se parlate di sostituzione etnica degli europei e se vi state chiedendo “ma non sarebbe meglio aiutare le famiglie italiane per aumentare la natalità in calo?” siete dei suprematisti bianchi che meritano la gogna. Sempre la stessa donna ha confessato “siamo stati noi tra il 2014 e il 2016 a chiedere che gli sbarchi avvenissero tutti in Italia”. C’è bisogno di aggiungere altro?. Si qualcosa si. Questa fiamma dell’ipocrisia sinistroide è alimentata dall’antifascismo militante: da quei giovani ragazzi che mettono a soqquadro le piazze per un comizio del centrodestra ma che non hanno mosso un dito per la questione Etruria, gli stessi che dicono di combattere il capitalismo cianciando di rivoluzione mentre indossano la loro maglia del Che prodotta in qualche buco dell’Asia, magari mentre sorseggiano una Coca-Cola al McDonald’s.

In conclusione: la sinistra senza socialismo non è sinistra, questa che oggi si fa chiamare “sinistra” rappresenta il braccio sinistro del capitalismo, che con suoi miti di progresso ha il solo scopo di appiattire l’uomo a semplice consumatore globale, sradicato, distruggendo i concetti di famiglia, di patria, di sessualità. Quando si mescola ipocrisia radical e ignoranza, il risultato non può che essere decadenza e ancora decadenza. Concludiamo questa triste rassegna canticchiando un brano di Giorgio Gaber “Il pensiero liberale è di destra, ora buono anche per la sinistra” nel 1994, il cantante milanese aveva già capito tutto.

P.S.: Mi sia consentito -da pugliese- rievocare le parole di Loredana Capone (PD) assessore regionale all’industria culturale della regione Puglia –il tacco governato da Michele Emiliano (PD) famoso per le cozze pelose- che parlando di Gramsci ha detto “le sue poesie mi emozionano sempre”, sempre perché la cultura è una prerogativa della sinistra.

1Socialismo, anarchismo, sindacalismo. Bertrand Russel (Longanesi & C. 1970).

2 I dati ufficiali del governo inglese dicono altro: nel 2013 vi è un solo decesso di un uomo di 25 anni, dopo una polmonite acuta come complicazione del morbillo.

3Il capitale, libro primo, settima sezione. (Editori Riuniti,1980) pg.692

4Discorso di Ernesto Guevara pronunciato all’ONU l’11 dicembre 1964.

5Articolo pubblicato su <<Il Ponte>> (giugno 1950) riportato in Lo stato siamo noi, Piero Calamandrei (Chiarelettere 2011)

(di Umberto Iacoviello)