Homo Oeconomicus: la perdita della “dimensione umana” del lavoro

Tra i vari orrori prodotti dal sistema liberal capitalista, ne esiste uno che non è forse così evidente e lampante come altri, ma che in realtà, si è fatto largo nella nostra società in maniera subdola e costante senza che nemmeno ce ne accorgessimo.

Si tratta dell’annullamento sempre maggiore della dimensione umana del lavoro a favore della dimensione esclusivamente produttiva, economica. In poche parole il lavoratore modello deve essere quanto più flessibile e produttivo possibile per la sua azienda e deve essere funzionale all’accrescimento del profitto aziendale e del Pil, che tutto giustifica, perché in fondo, il libero mercato è guerra, è competizione, è sopravvivenza… uno scenario che ricorda molto le teorie Darwinistiche riguardo la sopravvivenza del più adatto.

La concezione tradizionale dell’uomo viene cosi sostituita dall’ homo oeconomicus, il quale non ha valori, non ha radici ed è un individuo aperto e disponibile a qualsiasi volere dell’azienda per cui lavora a patto ovviamente di trarne un interesse personale. Il modello di questa moderna concezione dell’uomo lo si può ritrovare nei tantissimi libri made in USA dove guru di finanza e maestri di marketing spiegano al lettore come gestire e motivare i propri collaboratori, come vendere di più e come essere più efficienti dal punto di vista produttivo.

Sulle copertine di questi libri vengono rappresentati sempre manager di successo in giacca e cravatta che mostrano il loro finto sorriso, come ad indicare la via del successo verso una vita piena e felice.
Il grottesco video della povera direttrice di banca è il risultato di questa situazione, la conseguenza diretta di cosa si debba fare ai nostri giorni per rientrare nelle logiche aziendali che esigono sempre più burattini e sempre meno persone con una propria dignità ed una propria capacità di pensiero tra le proprie schiere.

La vicenda della filiale di Banca Intesa rappresenta un’ottima metafora per far comprendere a tutti noi quale nuova umanità il nostro sistema stia creando: un ammasso di persone senza senso di identità piegate al volere dei grandi centri di potere economico-finanaziari. Il lavoratore moderno è quindi obbligato a comportarsi da giullare e a scambiare la propria personalità per riuscire a non perdere la propria fonte di reddito.

Se è vero che l’unica attività redditizia di cui ci si debba vergognare sia quella di rubare, è anche vero che ridursi a canticchiare improbabili canzoni per sponsorizzare la propria azienda non sia proprio la cosa più simpatica ed elettrizzante del mondo, anche perché poi in realtà, di questi tempi, la banca è fonte di lacrime, altro che di canzoncine!

(di Marco Terranova)