Quel legame tra Woodstock e Jimi Hendrix

È il 15 agosto 1969 quando nei pressi di Bethel, nello Stato di New York, ebbe inizio il Festival di Woodstock che vide la presenza di figure apollinee dello scenario musicale dell’epoca quali Janis Joplin, Joe Cocker, un giovane Carlos Santana, Richie Havens, gli Who, Canned Heat, Jefferson Airplane e via susseguendo.

Tuttavia, appena se ne parla, nell’immaginario collettivo non vengono ricordate in primis le performance di questi ultimi in quei 3 giorni di “pace, amore e musica”, quanto più a saltare alla mente è una in particolare, quella della mattina del 18 agosto 1969 che vide protagonista Jimi Hendrix, reduce dalla registrazione di Electric Ladyland e da performance di spessore quali i live a Berkeley (1969), Fillmore East (1968) e alla Royal Albert Hall (1969).

La formazione con la quale si presenta sul palco è completamente stravolta; la Jimi Hendrix Experience – con la quale registrerà i 3 album precedenti all’esibizione – cambia innanzitutto nome in Gypsy Sun & Rainbows e figure come Noel Redding (chitarrista “adattato” a bassista) vengono sostituite senza troppi complimenti da Billy Cox.

Viene ingaggiato Juma Sultan alle percussioni e Larry Lee – noto per suonare bendato durante la performance – alla chitarra ritmica. L’insoddisfazione di Hendrix con la nuova formazione, anche a causa della scarsa sintonia, è palese; a testimoniarla sono le facce stizzite e deluse durante le chiusure di Red House e Lover Man.

Piccolezze, tuttavia, a fronte della maestosità con la quale si colorò durante l’esecuzione di Hear My Train a Comin’ – non presente in video, ma soltanto in vinile -, dell’improvvisazione, di Voodoo Chile (Slight Return) con tanto di Stepping Stone sul finale e del celeberrimo e distortissimo – per protesta contro la guerra in Vietnam – Star Spangled Banner; fondendo ai volumi dissacranti dei Marshall Super Lead Plexi del ’59 un uso magistrale dell’Univox Univibe (udibile in Hear My Train a Comin’ per la maggiore) del Wah Vox V847 (udibile in Voodoo Chile, nell’assolino a chiusura di Lover Man e nell’ assolo di Fire) e del Dallas Arbiter Fuzz Face al germanio, per conferire maggiore pastosità al suono.

Protesta contro la guerra in Vietnam che, inoltre, conferì ad Hendrix l’ispirazione per la composizione di Machine Gun, registrata nell’album live con la Band of Gypsys (Jimi Hendrix – Buddy Miles – Billy Cox) durante il concerto di capodanno del 1969 in quel di Fillmore East. Questa, però, è un’altra storia.

(di Davide Pellegrino)