Salvini, Le Pen, Procura Europea: perché l’Europeismo è liberticida

Agli inizi di settembre il ministro dell’Interno Matteo Salvini veniva indagato dalla Procura di Palermo per “sequestro di persona aggravato”, a causa della ormai ben nota questione della nave Diciotti. Non era possibile, non sia mai, rifiutarsi di far scendere l’ennesimo carico di clandestini, l’ennesimo insulto alla sovranità territoriale e al valore della cittadinanza, niente, addirittura i “migranti” avrebbero potuto sporgere denuncia.

Praticamente l’altro ieri, dalla magistratura francese, per Marine Le Pen è stata disposta non un’indagine, non un controllo, ma addirittura una seduta psichiatrica  da effettuarsi “nel più breve tempo possibile” secondo l’ordinanza datata 11 settembre. Il motivo in questo caso è ancora più controverso: Le Pen, per replicare a un giornalista che aveva paragonato il Front National all’Isis, aveva lanciato una provocazione su twitter pubblicando le immagini delle esecuzioni dei terroristi.

Rilancio dell’ultima ora di un fatto invero accaduto già l’anno scorso, la Procura Europea (EPPO) con poteri e riflessi che a quanto pare saranno estesi anche ai reati penali e alla gestione dell’immigrazione, è in via di definizione in attesa del suo felicissimo esordio nel 2020.

Ora, a prescindere dal fatto che, all’apparenza, le prime due questioni non siano ufficialmente di matrice europeista (i magistrati italiani e francesi agiscono in base alle legislazioni nazionali) anche un tonto ormai è consapevole quanto la stragrande maggioranza delle istituzioni – oltre che le egemonie culturali – presenti nei vari Paesi sia nettamente schierata a favore del sistema che, ormai da quasi 26 anni, è stato imposto da Bruxelles.

E quindi si rende conto agilmente – sebbene non ci dovrebbe essere nemmeno bisogno di spiegarlo – che la lotta all’immigrazione (ostacolata di fatto dalla Commissione Europa, che pur denunciando l’irregolarità di quasi tutti gli sbarcati in Italia negli scorsi anni, poco dopo l’insediamento del governo gialloverde chiedeva schiettamente di “non cambiare le politiche migratorie”), al potere dell’Euro e in generale agli effetti devastanti della globalizzazione, siano materia di attenzioni penali non esattamente prive di malsane intenzioni, lontane dalla giustizia che certi istituti dovrebbero salvaguardare.

E che certe volte la supposta “indipendenza dei tre poteri” di montesquieuiana memoria magicamente sparisca, come nel caso francese, dove un governo “amico” marcia di fatto insieme agli giudici compari contro una Le Pen che viene considerata addirittura pazza, da internare, solo per aver promosso in passato una profonda campagna di sensibilizzazione contro i mali dell’immigrazione di massa.

Una Le Pen che su twitter ha reagito in modo più che lecito, scrivendo senza troppi complimenti:  “È allucinante, questo governo comincia veramente a fare paura. Credevo di aver visto tutto: invece no! Per aver denunciato gli orrori di Daesh su Twitter, la giustizia mi sottopone a perizia psichiatrica! Fino a dove vogliono arrivare?”.

Giustamente il presidente dell’FN chiede poi, provocatoriamente, come mai la costringeranno ad andare dal dottore per il suo inguaribile anti-immigrazionismo, che come tale deve essere curato, come in tutti i sistemi totalitari si curano le patologie, anche quello democratico europeo. A questo, lo si deve ammettere, i magistrati nostrani ancora non erano arrivati: certamente, la perla del sequestro di persona imputato a Salvini è stato un’apice nella brillantissima carriera dei giudici politicizzati, ma raggiungere i livelli di chi chiede addirittura l’internamento, beh, è onestamente difficile.

E la Procura Europea? Come abbiamo riportato anche oggi, una bella mazzata per quei pochi brandelli di sovranità che ancora rimangono vivi: nelle ultime revisioni, si potrà decidere sul penale e sull’immigrazione, ostacolando dunque qualsiasi voce dissenziente. Magari è uno scenario ancora apocalittico, ma come le guerre è possibile, per cui facciamoci la bocca, che la libertà europeista è questo e molto altro, man mano che le opposizioni si moltiplicheranno.

In ogni caso, non c’è da stupirsi. Nessuno fa mai caso al fatto che, quando si parla di UE, di scelto ci sia stato ben poco, per non dire nulla: non c’è voluta nessuna votazione ufficiale per generarla, e lo stesso “processo di integrazione europea” è stato condotto da élite del secondo dopoguerra. Non ci hanno fatto votare su Maastricht, non ci hanno fatto votare sull’Euro, non ci hanno fatto votare sul Fiscal Compact né tanto meno sul pareggio di bilancio.

Ci hanno solo imposto dei vincoli di bilancio assurdi e usurai, hanno solo privatizzato qualsiasi cosa a parte la Sanità e pochissime altre eccezioni, portando nel lungo periodo l’economia al collasso e – non contenti – proseguendo nell’opera.

L’europeismo è il contrario della libertà, e lo è su un piano scientifico, non di opinioni. Se avesse un minimo di onestà intellettuale, chi lo appoggia, come ideologia e spirito politico, dovrebbe ammettere una volta per tutte di non essere democratico.

(di Stelio Fergola)