Quell’ostilità a Marcello Foa che potrebbe spazzare via le forze globaliste

Il contenzioso sulla nomina di Marcello Foa potrebbe significare la fine definitiva dei residuali di Forza Italia e PD. L’appello di Maurizio Martina lascia spazio a pochi dubbi.

Dichiarando che tutte le opposizioni devono reagire a questa forzatura lascia intravedere una possibile alleanza. Una sorta di Patto del Nazareno 2.0 con Mediaset adibita a MinCulPop anti-sovranista in vista delle elezioni europee del 2019.

Il programma di Matteo Renzi in prima serata, abbozzato e ancora da confermare, sarà l’ipotetica piattaforma dove organizzeranno l’offensiva. Usufruendo, magari, del supporto di linee editoriali ormai appiattite al pensiero messianico neoconservatore e globalista come quelle de Il Foglio – leggersi gli editoriali di Daniele Raineri (embedded della NATO in Iraq e di Liwa Shuadha e Fratelli Musulmani in Siria) su Bashar al-Assad per averne conferma.

I vari Più Europa con Emma Bonino, Carlo Calenda si mischieranno ai Renato Brunetta per intraprendere un ulteriore percorso di accentramento e liberalizzazione. Il quale, nei suoi rimasugli, però, nonostante la nuova facciata (Fronte Repubblicano?), non cambierà la sostanza. Sarà sempre pronto a definirsi antifascista, anticomunista, antirazzista, antisessista, antipopulista, anti-russo, ma mai anticapitalista, anti-atlantista o euroscettico.

Una volta che i risultati elettorali appureranno il fallimento di questo “nuovo” corso, l’effetto domino saranno le percentuali da prefisso telefonico e l’autodistruzione delle forze che lo hanno ideato. Con nostra incommensurabile soddisfazione.

(di Davide Pellegrino)