Isteria di neocon e liberal dopo il vertice Trump-Putin

Le parole del presidente Usa Donald Trump pronunciate durante la conferenza stampa congiunta con Vladimir Putin, al termine del summit di Helsinki, fanno esplodere l’isteria del Deep State americano. Dai media liberal (dalla CNN al New York Times) passando per i falchi guerrafondai come i senatori John McCain e Lindsey Graham, tutti attaccano Donald Trump definendolo un “traditore”.

“La conferenza stampa di oggi ad Helsinki è stata una delle più disgraziate esibizioni di un presidente americano che si ricordino. Il danno inflitto dall’ingenuità, dall’egotismo, la falsa equivalenza e la simpatia del presidente Trump è difficile da calcolare. Nessun presidente precedente si è mai umiliato così di fronte a un tiranno” ha sottolineato McCain in una nota.

Durissimo l’attacco dell’ex direttore della CIA John Brennan: La prestazione offerta da Trump nella conferenza stampa di Helsinki si eleva e supera lo standard di un ‘crimine e di un’infrazioni di alto livello’. [La conferenza stampa di Trump] è stata niente di meno che da traditore [della patria]. Non solo i commenti di Trump erano imbecilli, ma è totalmente nel taschino di Putin. Patrioti Repubblicani: Dove Siete?”.

“Non c’è dubbio che la Russia abbia interferito nelle nostre elezioni. Il presidente deve riconoscere che la Russia non è un nostro alleato”. Lo ha sottolineato lo speaker della Camera in Usa, il repubblicano Paul Ryan, commentando la conferenza stampa di Trump con il presidente russo Vladimir Putin. “Non c’è equivalenza morale fra la Russia e gli Usa”, ha aggiunto, rimarcando che Mosca deve essere “posta davanti alle sue responsabilità e deve mettere fine ai suoi vili attacchi alla democrazia”.’

“Ogni singolo giorno, mi chiedo: che cosa hanno i russi su @realDonaldTrump personalmente, finanziariamente e politicamente? La risposta a questa domanda è la sola che spiega il suo comportamento e il suo rifiuto di opporsi a Putin “, ha twittato la democratica Nancy Pelosi.

L’aver osato mettere in dubbio la narrazione del Russiagate ha fatto letteralmente infuriare in un colpo solo liberal e neoconservatori nonché il grande circo dei media, terrorizzati alla sola l’ipotesi di un accordo sulla Siria e la possibile distensione dei rapporti tra Usa e Russia. Ma non era Trump il “pazzo” che avrebbe portato il mondo sull’orlo della Terza Guerra Mondiale?

(di Roberto Vivaldelli)