Parlamento europeo: respinta direttiva “ammazza-web”, PD e FI votano a favore

È stata respinta Giovedì (5 Luglio) al parlamento europeo la discussa direttiva sul copyright, già ribattezzata dai critici come “direttiva ammazza-web“.  Con questo voto contrario la legge non è completamente bocciata, ma dovrà passare per una lunga trafila che prevede la discussione in aula, il che la rende, chiaramente, a forte rischio di stroncatura.

La direttiva prevedeva una serie di novità per quanto riguarda normativa vigente sul diritto d’autore. Novità che, però, hanno generato non poche polemiche. In particolare gli art. 11 e 13 della riforma sono stati oggetto di una vera e propria battaglia tra pro e contro.

Riassumendo brevemente, i due articoli citati imporrebbero piattaforme web (come Google) il pagamento per l’utilizzazione delle anteprime. Questo punto ha scatenato la famosa protesta di Wikipedia che vedeva il pericolo di dover sborsare somme abbastanza consistenti per l’utilizzazione di molte sue risorse, nonostante l’enciclopedia più famosa del web fosse un servizio totalmente gratuito. Sebbene sia stato poi chiarito dai sostenitori della direttiva che gli utilizzi privati dei link (per i quali qualcuno aveva parlato di link tax, ovvero una tassa anche sulla semplice condivisione di un link) e quelli per uso non commerciale però non rientrino nella normativa, la formulazione testuale dell’articolo resta vaga e lascia qualche incertezza.

Dubbi che si pongono anche sull’art. 13, che introdurrebbe un controllo preventivo delle piattaforme su quello che pubblicano gli utenti ad esse iscritti. La ratio sarebbe quella di stroncare la diffusione di materiale pirata coperto da diritto d’autore, soprattutto nel campo audiovisivo, ma le perplessità non sono poche. In particolare la norma potrebbe colpire anche singoli utenti nel caricamento di immagini o dei c.d. “meme” satirici, che potrebbero ben contenere foto protette dal copyright.

Ciò è sembrato a molti un vero e proprio ostacolo alla libertà e pluralità di satira e di informazione sulla rete. È impossibile non considerare come internet debba le sue fortune anche alla libertà che è riuscito, negli anni, a garantire.

Da un lato la protezione di un web libero e senza il rischio di controlli (che potrebbero sfociare in censura), dall’altro la tutela del diritto d’autore. A favore della direttiva, ovviamente, tutte le grandi industrie dell’editoria, della musica e dei video. Contro vari esperti di internet, quotidiani locali e molti utenti, che hanno dato vita alla campagna #SaveYourInternet.

Per quanto riguarda il voto in sede di parlamento europeo va registrato il voto negativo, tra i partiti italiani, di Lega e Movimento 5 stelle. A favore invece PD e Forza Italia, che completano uno schema che sembra sempre più rispecchiare quello nazionale: giallo-verdi da un lato, PD e Forza Italia dall’altro.

(di Simone De Rosa)