L’impresa della DDR ai mondiali in Germania Ovest

Ci sono momenti che rimangono indelebili nella storia del calcio, in particolar modo tra i tifosi. Uno di questi lo è rimasto non tanto sul piano sportivo agonistico o su quello del tifo,ma per quello a livello ideologico e politico.

Parliamo della famosa partita giocata al Volksparkstadion di Amburgo tra la nazionale tedesco orientale e quella tedesco occidentale il 22 giugno 1974 durante i mondiali che si giocavano proprio in Germania Ovest. La nazionale della Repubblica Democratica Tedesca era arrivata al Mondiale in Germania Ovest con modeste aspettative: il calcio nella Repubblica Democratica Tedesca era giocato solamente a livello dilettantistico, quindi sostanzialmente uno scenario molto differente da quello presente ad esempio nella Bundesliga occidentale.

Al contrario di altri sport, non si investì molto sul calcio da parte delle stesse istituzioni della RDT, pur certamente contando comunque discreti seguiti di tifosi alle varie partite di club oltre che giocatori di talento se si considera lo stesso livello della Oberliga, nome della ex prima divisione del calcio tedesco orientale, come ad esempio Klaus Sammer (padre del più noto Matthias, anch’esso futuro giocatore della nazionale Ossie), il campioncino del Magdeburgo Joachim Streich, il difensore e capitano della nazionale Bernd Bransch, il bomber della Dinamo Dresda Hans-Jürgen Kreische, il portiere Jürgen Croy e infine altri due giocatori del Magdeburgo cioè Martin Hoffmann e Jürgen Sparwasser, quest’ultimo il protagonista di questa incredibile storia.

Questo non fu il primo confronto diretto tra le due nazionali dal momento che esse avevano giocato già giocato due anni prima alle Olimpiadi tenutesi a Monaco di Baviera e anche in quell’occasione prevalse la nazionale Ossie per 3 a 2.

Alla sfida di Amburgo le due nazionali erano arrivate con la certezza della già matematica qualificazione, ma con in palio il primo posto del girone. Il governo della RDT per l’occasione aveva rilasciato in via eccezionale più di 8.000 visti validi per chi avesse voluto seguire la partita, chiaramente un’abile mossa propagandistica al fine di garantire un supporto maggiore alla squadra ma anche naturalmente per chiari intenti di natura politica.

Davanti a quasi 60.000 spettatori, la cui maggioranza erano naturalmente tifosi della nazionale tedesco-occidentale, quest’ultima ostentava sicurezza considerando anche l’inesperienza dei cugini Ossie e contando sul proprio organico di tutto rispetto, composto da giocatori come Franz Beckenbauer, stella del Bayern Monaco e della nazionale e chiamato il Kaiser per il suo grande carisma quanto visione di gioco, costituente altresì il perno difensivo assieme a Berti Vogts, uomo chiave del Borussia Mönchengladbach, Paul Breitner e Hans-Georg Schwarzenbeck compagni di squadra di Beckenbauer a Monaco.

L’attacco composto dal micidiale goleador Gerd Müller, anch’esso giocatore di rilievo del Bayern, e da Wolfgang Overath del Colonia,dava sicuramente una marcia un più ai Wessie. Infine il maestoso Sepp Maier, uno dei più forti portieri europei e anch’esso giocatore del Bayern. Nonostante ciò la partita si dimostrò tutt’altro che semplice per la squadra capitanata dallo stesso Beckenbauer, che pure ad inizio partita aveva stretto molto amichevolmente la mano al capitano degli Ossie Bransch ricambiato da esso: la Germania Est teneva molto bene in difesa annullando le prestazioni di Muller e tenendo in scacco il centrocampo tedesco-occidentale.

Dopo un primo tempo di occasioni da ambo i lati nel secondo tempo arriva la svolta che fece la storia: al 77esimo minuto Jurgen Sparwasser servito a centrocampo dal difensore Kurbjuweit raccoglie il pallone e, superando la difesa tedesca segna con un tiro che si insacca alle spalle di un incredulo Maier e ammutolisce l’intero stadio tra la gioia dei tifosi Ossie allo stadio e di quelli in patria.

Alla fine la partita la vinse quella Germania Est data per spacciata alla vigilia dell’incontro, come confermata anche dallo stesso protagonista della partita Sparwasser nel corso di un’intervista, dove dichiarò che quel gol e quella vittoria furono qualcosa di incredibile quanto di inaspettato. Alla domanda se egli venne premiato con una casa, una macchina e un conto in banca egli rispose negativamente, sostenendo che fosse solamente una diceria al fine di rendere ancora più credibile la vittoria del socialismo sul capitalismo nel calcio.

L’epopea di Sparwasser si risentì molto anche nella stessa Germania Ovest, e nello scambio tradizionale delle magliette, avvenuto negli spogliatoi, fu l’ultimo a scambiare la sua con Paul Breitner. Con tale vittoria la Germania Est si aggiudicò il primo posto del gruppo accedendo alla seconda fase dove, inserita in un difficile gruppo composto da Argentina Brasile e Olanda venne eliminata, mentre la Germania Ovest arrivò fino alla finale di Monaco di Baviera vincendola.

Questo rimase l’unico incontro calcistico disputato tra le due nazionali maggiori. E rimase peraltro l’unica esperienza mondiale vissuta dalla nazionale Ossie, la quale non riuscì più a qualificarsi per un mondiale. Jürgen Sparwasser dopo aver terminato la carriera nel 1979 rimase nella DDR continuando la sua professione di operaio, professione che aveva associato alla sua carriera di calciatore dilettante, fino al 1988 quando disertò per la Germania Ovest dove si era recato per una partita tra veterani.

Riguardo alla partita di Amburgo del 1974 tale partita è entrata nell’immaginario collettivo a tal punto che, durante gli anni della Repubblica Democratica Tedesca quando non ci si vedeva da molto si era soliti chiedersi «Tu dov’eri quando segnò Sparwasser?»

(di Lorenzo De Min)