Punti caldi della guerra in Siria, polizia militare russa in azione a Tell Rifaat

Russia e Turchia hanno raggiunto un accordo nella città di Tell Rifaat della provincia di Aleppo nel nord della Siria, secondo quanto ha riportato il giornale londinese al-Araby al-Jadeed il 14 giugno. Secondo l’accordo, un’unità dell’esercito turco sarà disposta in città a fianco della polizia militare russa, che si era installata qui alcuni mesi addietro. L’esercito Arabo Siriano el’YPG curdo si sono ritirati dalla città. Sempre secondo l’accordo ai membri dei gruppi ribelli appoggiati dalla Turchia non sarà permesso avvicinarsi in quest’area. Questo primo accordo è stato fortemente voluto dalle parti per evitare la recrudescenza degli scontri e per permettere ai cittadini di tornare alle loro case. Fonti governative riportano che l’esercito siriano stia già preparando il ritiro da Tell Rifaat. Le stesse forze che ad inizio 2018 erano state schierate nella cittadina per evitare azioni dell’esercito turco contro l’YPG in Afrin. L’aviazione russa ha nel frattempo colpito posizioni ribelli del gruppo Hayat Tahrir al-Sham, (ovvero Jabhat al-Nusra) e del fronte di liberazione siriano, (Ahrar al-Sham), nella provincia di Aleppo. Gli attacchi aerei sono stati una risposta alle ripetute imboscate che questi militanti hanno fatto contro forze governative nell’area di Aleppo.

Il 14 giugno, un franco tiratore ha ucciso il dottore Musa Qanbas, membro del consiglio di riconciliazione nel Sud della Siria, proprio davanti la sua clinica nella cittadna di al-Harra a nordovest di Daraa. Il 2 giugno, altri 3 membri del consiglio di riconciliazione – Tufiq al-Ghunim, Mohamad al-Ghunim and Mufaq al-Bargas – erano già stati assassinati. Secondo l’osservatorio siriano dei diritti umani, almeno 12 membri del consiglio sono stati uccisi negli ultimi due mesi.

Esperti sostengono che la serie di omicidi sia un tentativo di alcuni gruppi terroristici ribelli e dei loro sponsor stranieri, per lo più USA ed Israele, di vanificare gli sforzi di Damasco di restaurare il controllo nel sud della Siria in maniera pacifica.

(traduzione a cura di Marco Franzoni, fonte Southfront)