Salvini e quella Aquarius che voleva per forza sbarcare in Italia: che trionfo!

Un trionfo. Magari momentaneo, unico, isolato. Chi lo sa. Ma in ogni caso un successo netto.

Questo è l’esito di una due giorni drammatica contro tutti: stampa, intellettuali da strapazzo, pietismo, ONG difese a spada tratta da tutti, la Spagna nuova eroina dell’amore nonostante gli spari a Ceuta, la Corsica che si offre e sullo sfondo una nave, Aquarius, che per 24 ore sembra diventata una bagnarola: non può navigare a Valencia, non può navigare in Corsica, può solo girare in tondo sulla stessa posizione a 35 miglia dalle coste di Malta e a poco meno da quelle italiane.

Ovviamente consumando carburante utile per arrivare a Valencia, 70 ore di viaggio che sembrano troppo lunghe, ma intanto non si parte.

Nelle suddette 24 ore di stallo Aquarius rifiuta, nell’ordine: trasbordo per donne incinta e bambini, viveri-rifornimenti, sbarco in Spagna e nella notte perfino sbarco in Corsica.

Niente, con il rifiuto di Malta alle spalle (tra l’altro comprensibile) e due soluzioni “impedite” di fronte a sé, quella prediletta resta per forza l’Italia: chissà perché.

In serata vertice Salvini – Di Maio – Toninelli. L’Italia si offre di scortare la nave fino a Valencia con la Marina militare. Niente, non va bene nemmeno questo, “il viaggio è pericoloso“.

Alle 6 del mattino arrivano rifornimenti di cibo per la Aquarius, poi la svolta definitiva: la nave di Sos Mediterranée andrà in Spagna con poco più di 200 clandestini, alle altre penserà la Marina.

Si festeggia con moderazione, perché è atteso un carico portato dalla Marina stessa, in arrivo a Catania, con più di 900 persone. Ma in ogni caso quanto successo in questi tre giorni può essere considerato a tutti gli effetti storico.

Solo il tempo ci dirà se condurrà all’inizio di un’inversione di tendenza che dovrebbe portare tutti i Paesi europei, non solo l’Italia, a una politica di presidio serio dei propri confini, oppure sarà un fuoco di paglia messo a tacere dai soliti interventi, ingerenze esterne o, banalmente, resa silenziosa del protagonista assoluto del momento, ovvero Matteo Salvini.

(di Stelio Fergola)