Negli USA il più basso tasso di disoccupazione

3,8%. È questo il dato della disoccupazione negli USA sotto l’amministrazione di Donald Trump. È il più basso mai registrato in 18 anni, ossia dall’inizio del nuovo millennio. Le offerte di lavoro, ad oggi, ammontano a 6,7 milioni e superano il numero dei disoccupati, che all’8 giugno (cioè oggi) sono meno di 6,1 milioni su un totale di 325.127.000 abitanti.

Un piccolo capolavoro, lo si potrebbe definire. Nel massimo splendore di Barack Obama – pensiamo al 2010, due anni dopo il fallimento della Lehman Brothers – all’apice vi erano 6,5 milioni di persone in crisi occupazionale, mentre sotto George W. Bush vi era un rapporto di 1,5. Oggi, siamo sempre sulla soglia dello zero virgola. A cosa si deve tutto questo? In parte, naturalmente, alla lotta alle delocalizzazioni.

Obbligando la Ford a cancellare un progetto aziendale in Messico da 1.6 miliardi di dollari, e destinando 700 milioni degli stessi al potenziamento degli stabilimenti a Flat Rock (Michigan), ad esempio, ha evitato che venisse esportato, in primo luogo, il cosiddetto “know-how”, tutto il sapere accumulato non solo dall’imprenditore ma anche da coloro che hanno dato il loro determinante contributo a crearlo, ossia gli operai. In un certo senso ha tutelato questi ultimi.

Sul piano prettamente economico e sociale, invece, ha permesso che non si trattenessero all’estero i maggiori profitti a danno della cosiddetta “rust belt”, sempre più indebitata ed impoverita alla luce, inoltre, delle frammentazioni delle filiere industriali. Quello che ci troviamo di fronte, grazie all’America First, oggi, è un mercato del lavoro dinamico. Sempre più statunitensi si spostano da un’azienda all’altra. Il tasso di non occupazione tra diplomati, laureati e aventi titoli inferiori non ha mai superato il 5% in un anno e mezzo di presidenza. Già in aprile si era registrata la differenza più bassa di sempre con la disoccupazione tra i bianchi, scesa al 2,4%. Record nella storia.

Sembra, quindi, che la creazione di nuovi posti di lavoro sia ad appannaggio di tutte le fasce sociali e persino delle minoranze. Alla faccia del razzista che avrebbe creato disastri.

(di Davide Pellegrino)