Influencer e politica

Da sempre l’uomo ha capito e sfruttato l’importanza della propaganda per tentare coscientemente di inoculare nella testa dei più, una determinata idea o concetto. Dalle mura di Pompei che recavano incisi veri e propri slogan elettorali, ai primi giornali del XVII secolo, passando per le modernissime radio e TV.

Con l’avvento di Internet ed ancor più, dei vari social network, stiamo assistendo ad una vera e propria proliferazione di nuovi strumenti di comunicazione che se ben indirizzati riescono ad avere, oggi più che mai, una forza devastante. Tramite questi nuovi mezzi infatti, la stragrande maggioranza della popolazione mondiale riesce ad essere in contatto non solo con i relativi amici o parenti ma anche indirettamente con i propri idoli, siano essi giornalisti professionisti, campioni dello sport, politici o molto più semplicemente artisti dell’intrattenimento più o meno discutibile.

Ovviamente il mondo dei poteri forti non ha tardato ad intrufolarsi in questi canali che godono di un accesso immediato e diretto alle coscienze delle persone. Partendo dal quanto mai stupido concetto, secondo cui “la mia opinione vale quanto la tua”, ogni persona più o meno nota al grande pubblico, si sente così libera di esprimere la propria opinione su qualsiasi evento accada nel mondo, a prescindere dalla conoscenza più o meno parziale che si abbia in merito a quella determinata faccenda.

È cosi quindi che assistiamo alla nascita degli ormai famosi “influencer”, ennesimo inglesismo coniato per descrivere quelle persone che grazie alla loro popolarità, riescono ad indirizzare l’opinione pubblica verso i sentieri da questi tracciati. Esattamente come le grandi aziende che per pubblicizzare i loro prodotti, si affidano a personaggi famosi, anche i poteri forti cercano di indottrinare la massa verso una comune visione dell’attualità.

In Psicologia e nel Marketing l’importanza del fenomeno dell’imitazione è ben nota, basti osservare le mode che vengono lanciate e pedissequamente seguite dalla maggior parte delle persone senza una reale motivazione, ma per pura e semplice imitazione. Esattamente come un qualsiasi marchio riesce ad indirizzare l’acquisto di un determinato prodotto tramite video o foto, anche una forza sociale o economica può quindi plasmare l’opinione pubblica verso una direzione ben precisa. Credere infatti, che tutte le persone possano godere di libero arbitrio solamente perché in possesso di un’apparente libertà di è pura follia.

I personaggi dello spettacolo che si dilettano ad esporsi per cause politiche, geopolitiche, umanitarie o molto più genericamente sociali, rappresentano un moderno cavallo di Troia che riesce a scardinare barriere politiche ed ideologiche che altrimenti si frapporrebbero tra il messaggio che deve passare ed i comuni cittadini.

In poche parole, se alla persona comune piace un determinato presentatore, campione dello sport o conduttore radiofonico, significa che il VIP di turno gode della stima e della fiducia di questa persona; questa situazione ovviamente fungerà da apripista per indirizzare e far recepire un determinato contenuto, che poi questo, sia strutturato o supportato da una conoscenza approfondita dell’argomento poco conta, in quanto l’autorità e la fonte di quel determinato messaggio, godendo già di fiducia spassionata, non viene minimamente messa in discussione.

È doveroso sottolineare però che accanto a questi personaggi che sfruttano la loro popolarità per trasmettere messaggi e lanciare campagne atte a sostenere il pensiero unico globalista e liberista, in cambio di carriere nei quotidiani nazionali o ospitate in tv, fortunatamente esistono altrettanti studiosi e giornalisti indipendenti che liberi da interessi economici, riescono a raggiungere moltissime persone con i loro video o i loro articoli.

Ovviamente il grande problema è dettato dal fatto che tutti gli influencer schierati dalla parte del pensiero unico, godono di una visibilità che non è lontanamente paragonabile a quella lasciata agli opinionisti che si scagliano contro di esso. Radio e Tv nazionali infatti, ospitano quotidianamente personaggi famosi che recitano lo stesso copione, utilizzando come ariete le solite parole distorte di “Democrazia” e “Libertà” utilizzate come grimaldello per inoculare una ben precisa visione del mondo.

Ovviamente in questo contesto cosi complicato è sempre il citttadino comune, desideroso di informazione ad avere la peggio, in quanto è costretto a compiere delle vere e proprie contorsioni mentali, per districarsi nel mare di menzogne cosi tanto funzionale ad annegare la verità. Urge la costruzione di un esercito di intellettuali dissidenti, atta a contrastare la valanga di “semikoltismo” che ha monopolizzato il mondo dell’informazione mondiale.

(di Marco Terranova)