L’altra grande sfida di CasaPound

L’hashtag d’ordine è #DirezioneParlamento; l’obbiettivo dichiarato quello del 3%, la soglia che permetterebbe, per la prima volta nella sua storia, a CasaPound di entrare nel palazzo di Montecitorio. Un traguardo che, se raggiunto, avrebbe del miracoloso considerata la crescita enorme fatta negli ultimi anni dal movimento guidato da Simone Di Stefano. L’asticella è, bisogna dirlo, molto alta e non sarà assolutamente facile.

C’è però un’altra tacita sfida che il movimento lancia e che, seppur non sia nelle intenzioni ufficiali, pare altrettanto, se non addirittura più importante: raccogliere definitivamente lo scettro dell’eredità missina ed affermarsi come forza egemone della destra sociale “anti-Fiuggi”, quella che ha rifiutato A.N. e si è mantenuta, coerentemente, fuori dal centrodestra.

E, in questo senso, un buon risultato in termini percentuali, anche senza superare lo sbarramento, consegnerebbe di fatto a CasaPound un dato assolutamente da non sottovalutare. Potrebbero imporsi infatti, come il più grande partito dell’area, fuori dal centro-destra, dai tempi dello scioglimento del MSI.

E non è un caso, forse, che Simone Di Stefano stia, nelle sue recenti interviste, sempre più sottolineando come il suo movimento sia una continuazione ideale di un percorso storico nel quale si include a pieno titolo anche l’esperienza missina, interrottasi nella sempre disprezzata svolta di Fiuggi.

Tutte le forze concorrenti sembrano apparentemente staccatissime con, ad esempio, Forza Nuova che, se nelle elezioni del 2013 aveva ottenuto un risultato più alto, oggi, pur confermandosi sulle stesse percentuali delle scorse politiche, potrebbe essere staccata in maniera nettissima dal partito fondato da Gianluca Iannone, che diventerebbe l’unica forza dell’area con numeri degni di nota. Si porrebbero quindi seriamente le basi per un percorso di costruzione, nel lungo periodo, di un soggetto politico realmente rappresentativo di un campione di elettorato ormai inesorabilmente disperso.

Una doppia sfida dunque, e una tornata elettorale che assume, per CasaPound e per tutto l’elettorato post-missino che ha mal digerito l’esperienza aennina, un’importanza fondamentale. Che sia sotto la tartaruga la nuova e tanto attesa casa della “destra” italiana?

(di Simone De Rosa)