Il risultato dell’indagine del “Russiagate”? Il nulla

Robert Mueller ha screditato se stesso e la sua investigazione sul presunto Russiagate con la sua accusa che 13 russi e 13 compagnie russe abbiano complottato per influenzare le elezioni politiche del 2016 attraverso i social media. Il loro intento, ha dichiarato Mueller, era di “seminare discordia nel sistema politico americano”. Che risultato patetico, dopo 9 mesi di investigazione. Da notare come nelle accuse di Mueller non si faccia mai riferimento al presunto hackeraggio russo delle email della Clinton delle quali abbiamo sentito parlare praticamente ogni giorno. Al suo posto, l’uso dei social media “per seminare discordia”. Davvero.

Anche se le accuse fossero reali, considerando tutta la discordia che abbiamo visto nelle ultime elezioni presidenziali, con i democratici che chiamavano gli elettori di Trump razzisti, sessisti, omofobi, white trash, quanta discordia possono avere seminato tredici russi attraverso i social media?

Si noti inoltre come il complotto Trump/Putin sia a sua volta assente dalle accuse di Mueller. Queste sostengono che il piano dei russi sia iniziato nel 2014, ben prima che si sapesse che Trump avrebbe corso per la presidenza. Il collegamento a Putin è ridotto all’accusa che il complotto sia stato finanziato da un ristoratore russo, la cui connessione con Putin risalirebbe al fatto che in passato ha offerto catering alle cene tra gli ufficiali russi e gli ambasciatori stranieri.

Infine, si noti che il rilascio da parte di Mueller delle sue accuse in un weekend privo di notizie di rilievo, significa che Mueller sa che non ha nulla per giustificare la massiccia propaganda contro Trump. Se le accuse avessero significato qualcosa, sarebbero state rilasciate lunedì mattina, e le cartelle stampa sarebbero state consegnate dalla CIA o dall’FBI.

Come hanno fatto i 13 russi a seminare discordia? Tenetevi forte. Avrebbero organizzato manifestazioni nelle quali, fingendosi americani, nelle quali giravano su un pickup sul cui retro era montata una gabbia, e al suo interno una persona indossava un costume di Hillary Clinton in abbigliamento carcerario.

Chissà quanti soldi ci hanno speso. Un budget mensile di 1.2 milioni di dollari. Nulla, considerati i 2.65 miliardi di dollari spesi da Trump e dalla Clinton, e dai 6.8 miliardi di dollari spesi in totale da tutti i candidati.

Mueller afferma di avere delle e-mail di alcuni dei 13 russi. Se le e-mail sono autentiche, questi tredici congiurati sembrano dei bambini che fingono di fare delle grandi cose davanti ai loro amici. In una delle e-mail si vantano del fatto che l’FBI li stia seguendo, così si stanno impegnando a coprire le loro tracce. Ricordiamo ciò che William Binney, la persona che ha progettato il programma di spionaggio della NSA, ha detto: se il Russiagate fosse vero, la NSA avrebbe le prove. Nessuna indagine sarebbe necessaria.

Si può concludere che Mueller e Rosenstein stiano combattendo per le loro vite, ora che è noto che le loro richieste di spionaggio per l’approvazione del tribunale FISA sono state basate sull’inganno. Mueller ha prodotto le accuse verso questi soggetti, che non sono il governo russo, nella speranza che le accuse distolgano l’attenzione dalla bugia che l’FBI ha rifilato al tribunale FISA.
Come procuratore speciale, Mueller ha dimostrato la stessa mancanza di integrità dimostrata come direttore dell’FBI.

(da Global Research, Paul Craig Roberts – Traduzione di Federico Bezzi)