I piani dell’ISIS per riorganizzarsi in Libia

La formazione d’élite Tiger Forces dell’esercito siriano ha da poco riposizionato le sue unità dalla provincia di Deir Ezzor in quella di Hama e nella regione a sud di Aleppo. Su questo nuovo fronte le forze speciali siriane possono aiutare l’esercito Arabo Siriano (SAA) nel suo scontro contro Hayat Tahrir al-Sham (ovvero Jabhat al-Nusra, il braccio siriano di al-Qaeda). Fonti pro-governative hanno ipotizzato che il riposizionamento delle Tiger Forces sia il segno della prossima avanzata contro le posizioni dei terroristi “moderati” nella base aerea di Abu al-Duhur.

Mentre gli sforzi dell’esercito siriano, ormai sconfitto il Daesh nell’est del paese, si stanno riorganizzando per schiacciare i ribelli di al-Qaeda, la Coalizione a guida USA ha annunciato il ritiro del primo battaglione del 10° reggimento di Marine dalla Siria. Il battaglione, che comprendeva 400 US marine armati con M777, ha partecipato alla battaglia di Raqqa supportando le forze curde impegnate nella liberazione della città. Il giornale britannico-saudita al-Sharq al-Awsat ha riportato che il leader dell’Isis Abu Bakr al-Baghdadi, (dato ora per redivivo), abbia ordinato ai rimanenti membri del gruppo terroristico di focalizzarsi sulla Libia per compensare la perdita di Iraq e Siria.

Il quotidiano avrebbe riportato documenti ritrovati in basi dell’Isis nelle varie parti della Libia, fra cui lettere di al-Baghdadi stesso inviate ai 13 capitani del Califfato in Libia. I documenti contengono l’ordine di trasformare il sud della Libia in una nuova grande base Isis che verrebbe usata per operazioni in nord Africa, inclusi Egitto, Tunisia e Algeria. Qualora al-Baghdadi fosse veramente vivo, lui e i suoi comandanti cercheranno sicuramente di lasciare le posizioni ormai circondate dell’Isis in Siria ed Iraq per stabilirsi in qualche Paese africano o asiatico. È molto probabile che la Libia sia la prima della lista.

(da South Front – Traduzione di Marco Franzoni)