Reddito di cittadinanza e migranti: progressisti ipocriti e razzisti

C’è assistenzialismo ed assistenzialismo, lavoratori di serie A e di serie B. Quanto è ipocrita e incoerente la sinistra politicamente corretta sul tema immigrazione? Altro che umanità, guardiamo i fatti. Secondo le stime, Il Decreto Sicurezza appena emanato farà saltare dai 15 ai 25mila posti di lavoro di quanti oggi operano nei Cas, negli Sprar e negli altri servizi rivolti a migranti e rifugiati. Tra il 2014 e il 2017, l’Italia, che rappresenta il 12% della popolazione europea, ha accolto il 70% dei migranti via mare. Parliamo di quasi 700.000 disperati, perlopiù migranti economici e dunque irregolari (la percentuale di “rifugiati” si attesta intorno all’8%).

Ebbene, è ampiamente noto che nel nostro Paese si è ampiamente abusato della cosiddetta “protezione umanitaria” concessa ai profughi, ciò che ha alimentato il business dell’immigrazione. In questi anni, infatti, come molte inchieste giornalistiche hanno appurato, sono proliferate le cooperative sociali che si sono dedicate all’assistenza dei migranti – spesso a discapito di questi ultimi in termini di qualità dell’accoglienza. 

Non vogliamo dire che tutte le coop siano uguali perché sarebbe scorretto.  Ma non possiamo nemmeno ignorare il fatto che su una tragedia umanitaria come questa si è ampiamente lucrato e speculato in maniera indegna e questo prima o poi doveva finire. Eppure adesso la sinistra cosmopolita grida allo scandalo, denunciando la perdita di quei posti di lavoro, dando di fatto ragione a chi, come noi, ha parlato di business.

Veniamo poi all’ipocrisia. Questo giornale non è mai stato un fan del reddito di cittadinanza nonostante sia comprensibile la necessità aiutare 5 milioni di persone in grande difficoltà, complici anche le scellerate politiche neoliberiste attuate negli anni da centrosinistra e centrodestra. I cari umanitari, tuttavia, ci devono spiegare perché dare 780 euro o quelli che saranno a un disoccupato – cittadino regolare – rappresenti una misura “assistenziale” mentre mantenere e aiutare degli immigrati  con i famosi 35 euro al giorno – che andavano perlopiù alle cooperative, va detto – sia giusto e sacrosanto. Perché? I migranti sono antropologicamente superiori? 

Sarà mica che, secondo la sinistra neoliberale, i disoccupati (soprattutto italiani e magari del sud), sono degli scansafatiche che dormono tutto il giorno sul divano? Certo che queste persone esistono, ci mancherebbe. Ma in 5 milioni di persone c’è dentro di tutto. Approfittatori, criminali, gente per bene, onesti lavoratori, famiglie disperate. Il razzismo politicamente corretto di questi tromboni progressisti invece è veramente intollerabile. 

(di Roberto Vivaldelli)