Hezbollah: contro i terroristi e in difesa dei Cristiani d’Oriente

Sono pochi i Paesi in realtà che hanno designato l’intera organizzazione di Hezbollah, il Partito di Dio, come organizzazione terroristica: la Lega araba e gli Emirati arabi, il Canada, la Francia, Israele, il Giappone e gli Stati Uniti. L’Australia, l’Unione Europea e il Regno Unito soltanto l’ala paramilitare del partito libanese fondato nel 1982. Sarà un caso, ma tra i Paesi che non considerano Hezbollah un’organizzazione terroristica troviamo sostanzialmente tutti gli Stati cosiddetti “non allineati”, tra cui le due potenze rivali degli Stati Uniti (Cina e Russia), Cuba, Iran e Iraq, la Corea del Nord, la Siria e il Venezuela. Il nostro Paese, visti i rapporti con il Libano, ha assunto sempre un atteggiamento molto cauto dal punto di vista diplomatico in tal senso. 

Nella guerra per procura siriana, la milizia sciita libanese ha duramente combattuto contro i terroristi jihadisti al fianco del governo siriano. Ha combattuto contro milizie armate fino ai denti dalle monarchie assolute del Golfo, il vero e unico sponsor del terrorismo islamista nel mondo e anche in Europa e in difesa di quei cristiani del Medio Oriente vergognosamente abbandonati al loro destino dai leader europei e occidentali.

Nel 2015, Secondo quanto riferito dai siti di informazioni, “Christian Post” e “International Business Times”, un folto gruppo di cristiani libanesi è stato ultimamente addestrato da Hezbollah per combattere contro i gruppi takfiri dello Stato Islamico (ISIS) e del Fronte di Al Nusra che operano anche nella parte est del Libano e contro questi, il battaglione cristiano è stato già impiegato nella regione siriana di Qalamún.
L’informativa segnala che, dato il pericolo che rappresentano questi gruppi terroristi per la comunità cristiana siriana e libanese, molti cristiani di queste comunità avevano da tempo deciso di unirsi ad Hezbollah

Il Partito di Dio è regolarmente presente e rappresentato nel Parlamento libanese. Alle ultime elezioni parlamentari libanesi, il blocco formato dal Free Patriotic Movement del presidente Michel Aoun, da Amal ed Hezbollah ha conquistato 67 seggi su 128 in totale, mentre i rivali delle Forze Libanesi (LF) hanno raddoppiato i propri seggi, passando da 8 a 15. I due partiti sciiti, Hezbollah e Amal, hanno ottenuto 26 dei 27 seggi riservati agli sciiti in parlamento.

Come ricorda il Corriere della Sera, la formazione ha un’«ala» politica che è rappresentata nelle istituzioni libanesi ma anche un’area paramilitare attiva specialmente nel sud del paese. Proprio per questa ragione l’Onu nel 2006 aveva deciso l’invio di un contingente (Unifil) che facesse da «cuscinetto» tra milizie sciite libanese ed esercito israeliano. Il comando della missione è affidato all’Italia che svolge in maniera particolare operazioni di pattugliamento lungo il confine ma anche incontri periodici con i sindaci e le autorità politiche locali. Quasi sempre espressione degli Hezbollah. 

(di Roberto Vivaldelli)