L’identità ispanica dell’America latina

Quando si guarda in casa d’altri bisognerebbe farlo privi di pregiudizi e con la consapevolezza che solo una totale apertura alla conoscenza e ad ogni suo ambito, che si tratti di usi, costumi, religioni o terminologia, possa portarci sulla strada giusta.


Gli scritti del filosofo argentino Alberto Buela Lamas appena tradotti dai tipi di Novaeuropa Edizioni e pubblicati con l’affascinante titolo “L’Ispanoamerica contro l’Occidente” rappresentano un tassello chiave nella comprensione di un mondo che troppo spesso non è stato raccontato dai suoi stessi attori principali. Il volume, che si apre con una prefazione, se non un vero e proprio saggio aggiuntivo dell’ambasciatore venezuelano in Italia Julián Isaías Rodríguez Díaz, si concentra sul significato e la derivazione dei nomi attribuiti a quella parte del Sud del mondo.

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Come fatto già da altri autorevoli ricercatori, si pensi al concetto di America indio-latina della rivista di studi geopolitici Eurasia diretta dal professor Claudio Mutti, anche Buela scava nel passato per poter applicare il termine più appropriato al proprio mondo geografico e culturale trovandolo sia in “Ispanoamerica” che in “Iberoamerica”. Bocciando i francesismi, quali “latinoamerica”, e gli inglesismi di cui l’intero continente è vittima per via del ruolo preponderante svolto dall’ingombrante gigante statunitense, l’autore rafforza e nutre di molteplici significati i concetti che esprimono al meglio la fusione del mondo delle popolazioni native pre-colombiane (giunte anch’esse come ospitanti su quel suolo attraverso lo stretto di Bering in epoche precedenti) a quello della penisola iberica.


La precisa volontà di utilizzare il nome dell’intera penisola del Vecchio Continente e non solo quello della Spagna è tesa ad affermare una vicinanza e comunanza del lascito portoghese, in Brasile, e di quello spagnolo, dal Messico alla Patagonia passando per i Caraibi. L’Hispanidad, concetto base dell’identità tanto cara all’autore, è momento e motivo di coesione nella diversità che pure è sopravvissuta attraverso la resistenza indigena prima e la lotta all’imperialismo poi.


Un imperialismo combattuto anche dagli stessi figli dei coloni nel corso delle guerre che diedero il via all’indipendenza delle nazioni sudamericane nel corso dell’800 seppur non coltivando del tutto il sogno unitario di Simón Bolívar. Stessa lotta che si ripropone da un ventennio contro la nuova forma di imperialismo che ha assunto i connotati della globalizzazione liberal-capitalista.


La conoscenza del mondo Iberoamericano passa attraverso la comprensione dei termini utilizzati da Buela e lo studio di un glossario che indichi a ricercatori o semplici appassionati di storia e geopolitica gli strumenti più adatti con i quali approcciarsi in maniera giusta alla tematica, eliminando la concezione eurocentrica che ha causato fin troppi danni.

(di Luca Lezzi)