Picchia ladra rom: ed è subito razzismo

Vi è mai capitato di vedere in un film una scena di una vittima che picchia un ladro? O magari di ridere alla classica gag della vecchietta che con la borsetta le suona al maldestro scippatore? Beh, attenzione, in voi potrebbe facilmente celarsi il germe del razzismo.

È quello che pensano a Repubblica, che si affida al racconto sconvolto di una giornalista di RaiNews24, Giorgia Rombolà, per evidenziare l’assurdo clima di razzismo verso i ladri presente nel nostro Paese.

L’incipit è lapidario: “Roma sempre più cattiva e sempre più razzista”. Capita infatti che la giornalista assista ad una scena (sicuramente non bella) di una rom – che stereotipo! – che cerca di derubare un uomo e questo, per tutta risposta, gliele dà di santa ragione, nonostante fossero già arrivati i “vigilantes”. A nulla vale la difesa da parte della Rombolà che viene a sua volta insultata da tutti gli altri presenti.

Questi i fatti. Episodio di razzismo violento l’interpretazione. La violenza è palese, il razzismo invece è implicito nell’origine della delinquente, come a dire che semmai ci si dovesse – inspiegabilmente – sentire leggermente irritati dal furto e crescesse la voglia di menare le mani,  si dovrebbe comunque sperare che il ladro sia italiano, almeno per evitare di incorrere in ulteriori capi d’accusa.

Ma Roma, dicevamo, è diventata sempre più cattiva e intollerante: incapace di accettare il prossimo e di sopportare persino cose banali come il farsi derubare. Eh già, perché il problema non è in una capitale sempre più insicura e nei continui furti di cui sono vittime i cittadini, bensì nelle loro sporadiche reazioni incontrollate (e sbagliate, mai superfluo dirlo, come ogni forma di giustizia privata) che non evidenziano stanchezza per una mancanza di legalità, ma semplice razzismo.

Ad un occhio disattento ed insensibile (ci eravamo cascati un po’ tutti) potrebbe sembrare una reazione eccessiva ma tutto sommato preventivabile, ma non è così. Con uno sguardo più attento, e una lettura di Repubblica in più, capirete che non è rabbia: è il venir fuori del piccolo Hitler che alberga in ognuno di noi, che non amiamo più nemmeno farci derubare.

(di Simone De Rosa)