Intervista a Davide Quadri: la sfida al mondialismo assieme a Vladimir Putin

Lo scorso 17 Novembre è stato sottoscritto un accordo di collaborazione tra i movimenti giovanili Lega Giovani e Young Guard of United Russia (per intenderci la sezione giovani di Russia Unita). Tale accordo, in vista delle prossime elezioni europee, ha suscitato un grande scalpore da parte della stampa nostrana, preoccupata dalla sottile linea che collega Pontida e Mosca.

Per l’occasione abbiamo intercettato Davide Quadri, responsabile esteri di Lega Giovani e parte della delegazione che ha accompagnato il deputato Andrea Crippa (Coordinatore Federale dell’ex MGP) alla firma dell’agreement.

Com’è nata questa alleanza con i giovani della Young Guard?
L’accordo è frutto di un lungo lavoro che prima di tutto ha visto cementarsi il rapporto tra Matteo Salvini, la Lega e Russia Unita, partito di Vladimir Putin.
A seguito di ciò ci ha visto, come movimento giovanile della Lega, interfacciarci con chi ha lavorato su quell’accordo, quindi l’Associazione Culturale Lombardia Russia, e con la controparte russa per replicare il tutto a livello giovanile. Quindi un lavoro programmatico e di condivisione di valori e visione.

Cosa prevede l’accordo e cosa vi aspettate da questa alleanza?
L’accordo parte da una condivisione di fondo di valori e soprattutto dall’esigenza di una distensione dei rapporti tra Europa e Russia, al fine di riprendere un partenariato che in passato ha visto l’Italia come ago della bilancia delle relazioni tra l’Occidente e la Federazione Russia.
Sulla base di questo ci si interessa a  sviluppare relazioni interpartitiche a tutti i livelli, attraverso regolari consultazioni, scambi di delegazioni, eventi congiunti e corsi di formazione.

Perché oggi la Russia è così importante per voi?
La Russia ha sempre avuto un importante scambio non solo commerciale, ma anche culturale con la Penisola, basti pensare che gli architetti del Cremlino erano italiani. Sulla base di questo rapporto storico Mosca rappresenta per noi grande partner economico, nonostante le sanzioni autolesioniste che ci siamo auto-imposti.
Ma oltre a questo, la sfida che Vladimir Putin ha rivolto al mondialismo, con il celebre discorso di Valdai del 2014, detta una linea molto interessante nella quale si inseriscono anche le affermazioni populiste e sovraniste che si delineano in Europa.

Che impressione ti ha fatto la Russia e i russi?
Mosca mi ha piacevolmente sorpreso, una città veramente sicura e pulita, a dimensione d’uomo nonostante la dimensione di megalopoli. Una cosa che si nota molto poi parlando e conoscendo i russi è un gran senso di patriottismo ed attaccamento nazionale.
Poi conoscendo i moscoviti nel dettaglio, ho apprezzato piacevolmente anche il forte campanilismo verso le altre città, anche se non ai nostri livelli. Su questo avremo ancora da insegnare…

(La Redazione)