La vigliaccheria democratica di fronte alla carovana di migranti

Difficile essere più anti-trumpiani di David Frum, tuttavia è da anni che cerca di scuotere i liberal dal loro coma sentimentale verso l’immigrazione. Sembra che sulla carovana di migranti in arrivo dal centro America si stia strappando i capelli. Scrive:

“L’elezione di Trump si deve anche all’ondata che ha colpito il confine meridionale degli Stati Uniti nel 2014. Decine di migliaia di donne e bambini hanno attraversato il confine nel giro di poche settimane. Molti di coloro che sono entrati nel 2014 vivono ancora oggi negli Stati Uniti, anche dopo che i loro casi sono stati giudicati negativamente, perché hanno disatteso gli ordini di espulsione e sono svaniti in mezzo alla popolazione americana come immigrati clandestini.

Il forte mercato del lavoro americano sta attirando ancora lavoratori poco qualificati. Dopo il crollo del 2017, l’immigrazione clandestina dal confine meridionale nel 2018 è ritornata ai livelli del 2016, e sta superando di gran lunga quelli del 2015. Se le migliaia di persone della carovana riusciranno a superare il confine, fare domanda d’asilo e girare liberamente negli Stati Uniti in attesa che la domanda venga accolta, molti altri seguiranno”

E aggiunge:

“Per gli avversari di Trump, la carovana è una trappola. Il nativismo radicale di Trump li ha così contro-radicalizzati che hanno intenzione di usare la carovana contro qualunque tentativo di rafforzamento dei confini? Se la risposta è si, non aiuteranno gli immigrati: marginalizzeranno soltanto loro stessi – e la politica americana seguirà il destino di quella europea, nella quale i partiti anti-immigrazione di estrema destra cannibalizzano il centro politico.

Se i liberal insistono nel dire che solo i fascisti difendono i confini, allora gli elettori voteranno i fascisti affinché facciano il lavoro che i liberal non vogliono fare. Lo dico dai tempi della crisi migratoria europea del 2013. L’avvertimento si è dimostrato valido oggi più che mai.”

È politicamente folle che così tanti Democratici e liberal non riescano a condannare l’idea che i confini americani debbano essere aperti per chiunque voglia venire qui. Un altro oppositore di Trump, David Brooks, ha scritto oggi su quanto i Democratici si siano rovinati con le loro stesse mani:

“I Democratici probabilmente vinceranno la Camera, perché Trump è davvero efficace nell’allontanare i voti. Ma i Democratici stanno sprecando un’opportunità politica che capita una sola volta nella vita. Sembra che stiano perdendo consensi negli stati rossi, e probabilmente perderanno terreno al Senato. Invece di allontanare gli elettori delusi dal Partito Repubblicano, sembra che stiano spingendo i Repubblicani nelle braccia di Trump.

È evidente che i Repubblicani siano migliori nel politicizzare le questioni culturali, e i Democratici siano migliori nell’offrire benefici economici a coloro che faticano ad arrivare a fine mese. Se pensate che il comportamento degli elettori sia motivato principalmente da fattori economici, la strategia Democratica funziona bene. Ma se pensate che sia motivata invece dall’identità culturale, dal desiderio di rispetto, dal desiderio di giustizia, dalla lealtà verso una storia comune, la strategia Democratica lascia molto a desiderare. In questi tempi, la cultura è molto più importante dell’economia.”

Settemila persone sono in marcia verso il confine americano, nella speranza di attraversarlo perché desiderano una vita migliore – e il Partito Democratico non sa cosa dire a riguardo. David Leonhardt del New York Times esprime la sua frustrazione:

“La maggior parte dei Democratici cerca di evitare la questione. Nancy Pelosi e Chuck Schumer, i leader Dem del congresso, hanno in poche parole istruito i loro colleghi di ignorarla. “Il Presidente sta disperatamente cercando di cambiare argomento, dalla sanità all’immigrazione, perché sa che quella sanitaria è la prima questione a cui gli americani tengono di più”, hanno scritto in una dichiarazione. “I Democratici sono concentrati come un laser sulla questione della sanità e non cambieranno argomento”.

La cosa mi fa pensare. Quella della carovana è una storia enorme. È stata, per dire, il titolo di apertura di NBC Nightly News. I politici, in queste due ultime settimane di campagna, non possono persuadere la gente a ignorare una storia simile.

L’approccio più intelligente per i Democratici sarebbe quello di fare alcune semplici dichiarazioni a metà tra il realismo e la decenza: “Questo è un paese fatto di leggi. Non permetteremo a migliaia di immigrati clandestini di entrare. I nostri confini non sono aperti. Ma siamo e siamo sempre stati un paese compassionevole, e vogliamo lavorare con le autorità messicane per proteggere la sicurezza di questi uomini, donne e bambini”.

Ignorare tale questione fa solo il gioco della strategia di midterm dei Repubblicani. Fa apparire i Democratici ambigui ed insicuri sul tema dell’immigrazione, come se non fossero del tutto certi che questo paese abbia bisogno di leggi che regolino l’immigrazione.” Trump sarà pure un demagogo, ma non sbaglia quando dice che i Democratici sono troppo morbidi sulla questione.

Allo stesso modo, ci sono voluti i Senatori Democratici e i loro alleati dei media uniti nel killeraggio politico di Brett Kavanaugh, per far rendere conto ai Repubblicani e agli indipendenti della realtà che il Partito Democratico è così fissato con le identità politiche che è disposto a buttare via l’equo processo, se l’accusato è un maschio bianco. Ecco chi sono i Democratici nel 2018. Non possono, o non vogliono, prendere una decisione forte su quella che è una questione piuttosto evidente: che l’America ha il diritto di controllare i propri confini.

(da The American Conservative – Traduzione di Federico Bezzi)