Left: i deliri non risparmiano nemmeno la Grande Guerra

A cent’anni da quella che forse è la data più importante per la storia italiana, il 4 novembre, che sancisce la conclusione di quella che per noi è stata di fatto la quarta e ultima guerra di indipendenza, invece della commemorazione di un evento così importante scoppia ancora una volta la polemica.

“Dov’è la vittoria?” titola il giornale di “sinistra” Left, inserendo un’immagine modificata di Salvini e Di Maio con le divise del Primo conflitto mondiale. Da questa copertina inizia una critica alla Grande Guerra che “ha propagato il virus del nazionalismo e del razzismo che oggi infetta anche l’Italia”. Fa sorridere immaginare personaggi come Enrico Toti, Nazario Sauro o Cesare Battisti colpevoli di questa fantomatica esplosione di razzismo che ha contagiato l’Italia, da quando Lega Nord e Cinque Stelle governano.

Ma per fortuna Left ci insegna che gli anticorpi per difenderci da questo nazionalismo e razzismo che i nostri nonni hanno contribuito a creare combattendo al fronte ci sono: “Nella Costituzione, nella prassi democratica e negli ideali di sinistra”. Sarebbe da soffermarsi su cosa intenda l’autore per “ideali di sinistra” ma lo sproloquio si fa ancora più interessante suggerendoci di non soffermarci su questi piccoli dettagli. Ai sovranisti dei nostri tempi interessa la Prima guerra mondiale perché incarna “il mito delle pistolettate” e “dell’azione brutale”.

E quindi “anche per questo il 4 novembre non c’è nulla da celebrare in quanto la “vera vittoria” sarebbe fermarla, fermare l’onda di nazionalismo che essa ha provocato. Come già detto, la Prima guerra mondiale per noi italiani non è una guerra qualsiasi. È l’ultima guerra di indipendenza, è la fine del dominio austroungarico sulle terre italiane e la riunificazione di esse. Etichettarla come un insieme di pistolettate e azioni brutali è un insulto alla memoria di chi ha sacrificato la vita per sancire i confini di questo Paese, di chi è morto per difendere un’idea di Patria che oggi sta venendo brutalmente martoriata dai deliri mondialisti di una finta sinistra.

È paradossale anche che Left si appelli alla Costituzione per proteggerci dalla memoria stessa della Prima guerra mondiale. Eppure proprio la Costituzione italiana recita all’articolo 52 che “la difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”. Evidentemente anche i padri costituenti erano affetti dal morbo del nazionalismo.

Purtroppo questi deliri, queste polemiche che dobbiamo ascoltare ogni volta che ricorre il 4 novembre fanno male. Fanno male alla memoria di chi è morto al fronte, alla memoria di chi ha contribuito a creare l’Italia come è oggi, la stessa Italia dove vivono coloro che tanto la disprezzano. Fanno male alla nostra e alle future generazioni a cui si sta imponendo un’idea sbagliata di Patria e di confini, visti in maniera totalmente negativa. E infine fa male all’Italia stessa, perché il 4 novembre non dovrebbe essere la festa di alcuni ma la festa di tutti gli italiani, a prescindere da qualsiasi credo politico.

(di Marco Montanari)