Intervista a Marco Pizzuti su “Biografia non autorizzata della II guerra mondiale”

Marco, nei tuoi volumi precedenti ci parli di alcuni episodi riguardanti la genesi, gli sviluppi ed i crimini taciuti della seconda guerra mondiale, ed in questa ultima uscita compi un’analisi completa sull’argomento. I crimini dei vincitori vengono minimizzati a discapito dei perdenti. È una costante storica questa, per cui dovrebbe avvicinarci secondo te, sia da studiosi o meno, attraverso un approccio revisionista ai fatti storici?
Come noto la storia la scrivono i vincitori e fin troppo spesso chi cerca di ricostruire la verità sulla II guerra mondiale, viene ingiustamente accusato di essere filo-nazifascista e in tale ordine di idee, i cosiddetti revisionisti sono stati fatti apparire come dei pericolosi nostalgici che manipolano la storia per fini politici. Il revisionismo invece consiste solo nel riesame critico dei fatti storici basato su nuove evidenze o su una diversa interpretazione delle informazioni già esistenti. Tutti coloro che desiderano conoscere la verità quindi, dovrebbero avere un approccio di tipo revisionista (aperto ai risultati degli studi più recenti e approfonditi) mentre coloro che hanno solo interesse a mantenere in piedi la favola dei buoni contro i cattivi per ingenuità, conformismo, ideologia politica o timore dei potenti, continueranno a gettare fango sui revisionisti. Ritengo pertanto che le mie ricerche possano essere collocate nel solco tracciato dai revisionisti più imparziali e apolitici.

Il “False flag” è una costante storica per gli USA ed il suo l’ingresso nei conflitti?
Negli ultimi 100 anni gli Stati Uniti si sono affermati come superpotenza militare ma la sua Costituzione impedisce la guerra offensiva e di conseguenza, per poter scatenare o intervenire nei conflitti, hanno sempre avuto la necessità di creare dei casus belli che li facciano apparire come delle vittime di fronte all’opinione pubblica. In alcuni casi si è trattato di veri e propri “false flag” (autoattentati mascherati da attacchi nemici) mentre in altri di semplici provocazioni tenute nascoste. Il caso più eclatante e ormai universalmente riconosciuto è il famoso “incidente di Tonchino” grazie al quale gli USA ottennero il via libera dal Congresso per attaccare il Vietnam. A Pearl Harbour invece, tutti i fatti censurati dalla versione e dalle inchieste ufficiali dimostrano che si trattò di provocazioni di Roosevelt mirate a far compiere la “prima mossa” al Giappone ma se gli storici dovessero accettare questa evidenza, dovrebbero vedersela con le reazioni degli Stati Uniti che per ovvi motivi, non potranno mai ammettere la verità.

Che tipo di rapporti ci furono fra alcuni personaggi e/o corporation americane con il Nazionalsocialismo prima, durante e dopo il conflitto mondiale
I rapporti tra il complesso industriale e finanziario degli Stati Uniti e il nazionalsocialismo furono talmente stretti che senza l’aiuto americano (IBM, General Electric, General Motors, ITT, etc. etc.,) e quello dell’alta finanza internazionale, Hitler non avrebbe mai potuto costituire un partito politico di massa e la Germania non avrebbe mai avuto né i mezzi né il carburante sintetico (prodotto dalla IG Farben su licenza della Standard Oil dei Rockefeller) per poter scatenare un conflitto mondiale.

Un ruolo determinante nello scoppio della guerra è stato esercitato anche dall’alta finanza internazionale, come hai già in parte spiegato nel saggio “Rivoluzione non autorizzata” ?
Per quanto possa apparire assurdo a chi non è al corrente degli scandalosi retroscena sulla seconda guerra mondiale che ho esposto nel saggio, l’alta finanza internazionale e le sue multinazionali (controllate in modo diretto o indiretto attraverso partecipazioni e prestiti), sono i veri protagonisti della storia contemporanea. Tutto il resto è una favoletta per bambini a cui è stata data la parvenza di storia.

Nella tua biografia non autorizzata c’è anche spazio per parlare di quei crimini rimasti impuniti commessi dagli alleati?
Ovviamente, non potevo non elencare anche i crimini peggiori commessi dagli alleati e ciò per dimostrare che in guerra non esistono mai i buoni contro i cattivi come nei vecchi film western dei cowboy contro gli indiani, ma solo soldati che obbediscono agli ordini e esseri umani con virtù e debolezze.

(di Emilio Bangalterra)