“Immigrazione clandestina? Contattaci: prezzi bassi, viaggio sicuro”

Nel Regno Unito hanno scovato 539 pagine, soprattutto sul celeberrimo social network Facebook, adoperate da trafficanti di esseri umani per “raccogliere” gli immigrati da poi far arrivare superando le frontiere: un colossale attrezzo da scasso per le nazioni, in forma cibernetica.

Il caso è così importante da aver convinto persino il Primo ministro britannico, Theresa May, a esprimersi nel merito; ecco le dichiarazioni, fornite durante un incontro a Salisburgo coi leader europei, stampate dal The Indipendent: “Dobbiamo coniugare la nostra caccia a trafficanti di esseri umani e contrabbandieri con l’impegno rinnovato a prevenire i reati connessi all’immigrazione. Per questo obiettivo, dobbiamo intaccare gli ambienti nei quali questi fenomeni prolificano, assieme a tutti quei fattori che danno sin troppe possibilità alle reti criminali di emergere e svilupparsi, mettendo a rischio la vita degli immigrati“.

“Prezzi bassi. Viaggi, da Alessandria d’Egitto per l’Italia, coronati dal successo se Allah vuole” (fonte e traduzione: Eveyo)

Sembra di udire discorsi facilmente classificabili dalla stampa main-stream come “populismo” o “razzismo“, ma è la donna che guida il governo britannico a pronunciarli: i criminali non seguono i canoni previsti dall’idealismo immigrazionista e del pensiero unico politicamente “corretto”; adoperano strumenti astuti, come false inserzioni sulla creatura di Zuckerberg, prevedendo addirittura sconti per i minorenni.

“Servizi” offerti dai trafficanti, rappresentati dall’episodio biblico dell’attraversamento del Mar Rosso sotto la guida di Mosè (fonte: Eveyo)

Estremamente importante è l’attività che il governo inglese sembra stia mettendo in campo per contrastare il fenomeno dell’immigrazione selvaggia assieme al traffico di esseri umani: in Etiopia, ad esempio, si finanziano campagne d’informazione e sensibilizzazione per scoraggiare le persone a cercare di raggiungere l’Inghilterra, affinché non finiscano nelle grinfie dei nuovi schiavisti ai quali si affidano per superare gli altrimenti insormontabili ostacoli legali e in primo luogo geografici.

Due mesi fa, la National Crime Agency britannica, fornì numeri ancor più preoccupanti: erano oltre 800 le pagine Facebook in mano a gruppi di criminali, all’opera per l’immigrazione clandestina. Il social network fu criticato per la debolezza dell’intervento, giacché erano presenti istruzioni sui “servizi” dai documenti ai mezzi di trasporto, con la segnalazione dei luoghi di ritrovo e le informazioni su quali navi imbarcarsi per superare il mare.

Nella scritta sulla barca: “Molto sicura” (fonte e traduzione: The Guardian)

Tutto fu dichiarato con severità da Tom Dowdall, dirigente della NCA, intervistato dal quotidiano londinese Evening Standard. Spesso sono adoperate immagini, pura propaganda, che mostrano viaggi sicuri, persino confortevoli e facilità d’ingresso. L’Organizzazione Internazionale per le migrazioni, con sede a Ginevra in Svizzera e comprendente 169 stati membri, disse che dall’inizio di quest’anno i morti nel Mediterraneo dovuti all’immigrazione clandestina erano stati 1500, nel 2017 oltre 3mila e nel 2016 più di 5140.

Lussuose navi da crociera nelle immagini per adescare gli immigrati (fonte: The Guardian)

Le tenebre si fanno ancor più oscure e spaventose se volgiamo l’attenzione a ciò che avviene ai bambini: l’Università di Toledo nell’Ohio, Stati Uniti, ha un intero organismo che si occupa di queste materie, ossia l’Istituto per la giustizia sociale e il traffico d’esseri umani.

La ricerca universitaria, della quale parlò la televisione americana WTVG affiliata all’American Broadcasting Company, dimostrò come anche su altri social network, ad esempio Tinder, i criminali adeschino i più piccoli, cercando innanzitutto di estorcere immagini provocanti o sessualmente esplicite per poi “condurre” i piccoli malcapitati in zone più “sicure” sul web per i loschi traffici.

I mostri del web sono accorti e si accorgono se il soggetto può essere la futura vittima o no: status come “Sono così brutto“, “Nessuno mi vuole” oppure “Come sto?“, fanno librare in volo i rapaci che pian piano, a suon di messaggi, irretiscono la preda.

(di Pietro Vinci)