“Disobbedienza civile”, l’ultima pagliacciata dei liberal

Sul caso del sindaco di Riace Domenico Lucano, i liberal hanno davvero perso la testa. Prima di lanciarci in alcune considerazioni sulla tanto sbandierata disobbedienza civile, andiamo a leggere di cosa è accusato Lucano, citando l’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale del Tribunale di Locri (PDF)

A. indebite rendicontazioni delle presenze degli immigrati al “Servizio Centrale del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati” (SPRAR) e alla Prefettura di Reggio Calabria per il progetto CAS, ossia “Centri di accoglienza straordinaria”,

B. indebite annotazioni e rendicontazioni, all’interno dei citati progetti SPRAR e CAS, nonché MSNA (“Minori stranieri non accompagnati”), per derrate alimentari falsamente indicate come destinate agli immigrati, ma in realtà sistematicamente utilizzate per fini privati;

C. indebite rendicontazioni, nei progetti SPRAR e CAS, di numerosi costi in tutto o in parte fittizi per spese carburante, per il pagamento dei cd. bonus, delle borse lavoro, per prestazioni di lavoro occasionali mai o solo parzialmente rese, il tutto anche mediante numerose false fatturazioni;

D.la sottrazione a qualsiasi attività di controllo delle spese effettuate garantita dalla pressochè totale assenza di documentazione attestante i costi in generale sostenuti dalle associazioni;

E.indebiti prelievi di denaro contante dai conti delle associazioni senza alcuna parallela giustificazione (ricevute, bolle, documenti, fatture ecc) sia nella rendicontazione che nella contabilità interna;

F.indebita destinazione di una parte rilevante dei fondi ottenuti per fini diversi da quelli propri della gestione dei progetti sopra richiamati;

Reato più grave quello di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: “Generano poi stupore la dimestichezza e la spregiudicatezza dimostrate dall’uomo nella commissione di tale ultima categoria di illeciti: il Lucano, che già sapeva di essere indagato, non faceva mistero neanche di fronte a persone estranee al suo entourage di trasgredire intenzionalmente quelle norme civili e amministrative delle quali proprio lui era in realtà tenuto per primo a garantire il rispetto” si legge.

Se Lucano avrà o meno commessi questi reati, non sta certo a noi stabilirlo. Ci penserà la giustizia. Ciò che non possiamo tollerare è la giustificazione tutta ideologica della sinistra liberal, che giustifica il comportamento del sindaco di Riace nel nome della disobbedienza civile, in richiamo del celebre e omonimo saggio di Henry David Thoreau. Concetto successivamente ripreso dallo storico americano Howard Zinn in Disobbedienza e democrazia. 

Tornando al caso Riace,  in questo caso la “disobbedienza civile” di Lucano ha fini certamente meno nobili e rappresenta un’ipocrita paravento ideologico per una ristretta minoranza di persone che, nel Paese, vuole imporre la sua visione del mondo alla maggioranza. Organizzare matrimoni combinati e favorire coop amiche diventa quindi “giusto” perché così la loro falsa coscienza afferma; ai liberali in salsa progressista di oggi, convinti della loro presunta superiorità antropologica, non passa nemmeno per l’anticamera del cervello che ciò che è giusto per loro possa essere messo in discussione.

Da buoni crociati, non esiste altra scala di valori che la loro. Sullo sfondo c’è poi l’ipocrisia di essere giustizialisti o garantisti a secondo della convenienza o del caso specifico, ma anche in questo caso il liberal medio non conosce né pudore né onestà intellettuale. D’altro canto, sembra proprio che per queste persone il 4 marzo scorso non sia successo nulla.

(di Roberto Vivaldelli)