L’ipocrisia di Macron: chiude i confini, sfora i vincoli e ci fa la morale

Disse il prete: “Fate quello che dico, ma non fate quello che faccio”.

È un proverbio italiano (reperibile in tante varianti) che dovrebbe essere caro a Macron che, di tanto in tanto, trova il tempo di insultare i “populisti” e dare, proprio al BelPaese, lezioncine su come dovrebbe comportarsi, quanto accogliere e come rispettare le regole di bilancio. Peccato però che quando si tratta di dare l’esempio, il caro Emmanuel non sia proprio uno stinco di santo.

La Francia infatti, oltre ad essere ben nota per non farsi scrupolo a respingere qualsiasi migrante a Ventimigliaemblematico il caso di una donna malata e incinta – , oltre a sforare spesso e volentieri il famoso vincolo del 3% – o ad avvicinarcisi -, è, secondo il Sole 24 Ore, “il Paese più esposto finanziariamente”.

Si legge infatti: “ È vero, il debito pubblico in rapporto al Pil è più contenuto rispetto all’Italia ma se si somma l’esposizione delle società (circa 160% del Pil), delle banche (90% ) e delle famiglie (60%) vien fuori che il sistema Francia viaggia con una leva enorme, che supera il 400% del Pil, pari a 9mila miliardi di debiti cumulati. L’Italia, sommando tutti gli attori economici, supera di poco il 350% a fronte del 270% della Germania.”

Insomma a conti fatti il famoso sovranismo italiano, che tanto fa ribrezzo a Macron, se applicato tra le mura dei cugini transalpini inizia a non essere poi così male. Difesa dei confini, vincoli economici “elastici”, azioni di difesa dell’interesse francese in mezzo mondo, sono tutte cose che caratterizzano la Francia.

Intendiamoci, le misure in questione sono comuni a ogni Paese o struttura sovranazionale dotata di senno (e di conseguenza non all’Unione Europea). È singolare però come l’uomo dell’Eliseo riesca ad essere “sovranista” in Patria salvo poi attaccare gli altri con la voce da grillo parlante dell’UE. Ma d’altronde si sa… si è tutti Macron col Paese degli altri.

(di Simone De Rosa)