Schengen: Svezia il paese con le peggiori frontiere d’Europa

Il tabloid Expressen riporta un documento di Schengen riguardo le frontiere della Svezia uscito poco prima delle elezioni, il quale evidenzia la drammatica situazione dei confini svedesi, con la pessima gestione dei controlli di frontiera e lo scarso addestramento del personale.

Il rapporto classificato compilato dagli ispettori di Schengen si basa su interviste compiute al personale svedese lo scorso anno, svela serie carenze nell’addestramento e ha dato alle guardie di confine svedesi un voto insoddisfacente, dichiarandole “tra le peggiori in Europa”. In particolare, allo staff svedese manca una completa conoscenza dei cosiddetti “indicatori di rischio” usati per individuare gli islamisti. Il rapporto evidenzia anche carenze nell’identificazione di documenti contraffatti, ad esempio passaporti falsi.

La situazione è ancora peggiore all’aeroporto Arlanda di Stoccolma, il più grande aeroporto svedese, il quale serve 26 milioni di passeggeri ogni anno. Tuttavia, gli ispettori hanno rilevato che a Skåne, la provincia più meridionale della Svezia, le condizioni sono così gravi da avere inviato le guardie di Frontex, l’autorità europea per il controllo delle frontiere, così come è stato fatto in Grecia.

“Il documento dimostra ciò che noi sapevamo già, che la situazione è totalmente fuori controllo“, dichiara una fonte interna alla polizia frontaliera svedese. “Non c’è alcun controllo dei confini, nessun registro di ricerca, solo il controllo dei documenti di identità”.

Diversi poliziotti hanno testimoniato che i loro superiori gli avrebbero detto che l’arrivo degli ispettori di Schengen era “politicamente esplosivo”. “Il capo della polizia di frontiera di Stoccolma, Liselotte Ström, ha detto in un incontro che il documento era politicamente molto sensibile, e che si sarebbe dovuto tenere nascosto fino a dopo le elezioni“, ha dichiarato un poliziotto all’Expressen; le sue parole sono state confermate da altri colleghi.

Anche se Liselotte Ström ha negato di avere detto quelle parole, enfatizzando il fatto che il rapporto finale non era ancora stato redatto, fonti della polizia confermano la possibilità che la pubblicazione del documento possa essere stata ritardata. Secondo delle mail interne, la bozza del rapporto era a disposizione della polizia già nei primi giorni di gennaio, mentre la versione finale è stata consegnata al Ministero della Giustizia e all’Ispettorato di frontiera a febbraio.

Nonostante le presunte “precauzioni”, tuttavia, le elezioni del 9 settembre si sono rivelate un disastro per i Socialdemocratici, il peggior risultato ottenuto in un secolo.

(da Sputnik News – Traduzione di Federico Bezzi)