Boicottata la nomina di Marcello Foa alla presidenza Rai: l’èlite globalista dichiara ufficialmente guerra al governo gialloverde

Aiutando la Libia a costituire la propria zona SAR e fornendole le motovedette necessarie a creare la propria Guardia Costiera, l’Italia del governo gialloverde è tornata protagonista dello scacchiere geopolitico del Mediterraneo. I tempi in cui si è vista sottrarre le sue influenze nella cantieristica navale dalla Total per volere di Emmanuel Macron sono lontani. Donald Trump, nel bilaterale alla Casa Bianca con Giuseppe Conte lunedì 30 luglio, ha pubblicamente riconosciuto questa rinascita. Tra le righe, la coglie come un’opportunità per indebolire l’asse europeista Berlino-Parigi. Questo guadagno in termini di prestigio diventa l’anticristo per un’informazione pubblica da anni megafono delle istanze globaliste.

La mancata nomina di Marcello Foa alla presidenza Rai per volere di Forza Italia, PD e LeU – ormai interscambiabili tanta è la loro somiglianza – non è, quindi, solo un problema di equilibri politici, ma una criminale operazione “culturale”. In questa guerra asimmetrica, sfrutteranno qualsiasi mezzo e spazio, sia cartaceo che digitale, per diffondere notizie false al fine di arginare l’ondata sovranista e destabilizzare l’asse Lega-M5S. Un antipasto ce lo hanno fornito con il caso di Daisy Osakue. Un normale atto di vandalismo spacciato per “aggressione xenofoba”. Serviranno controrappresaglie. Occorrerà rispondere colpo su colpo. Solo così riusciremo a far capire a quali interessi criminali rispondono.

(di Davide Mario Pellegrino)