“Piano B dell’Italia”, perché Paolo Savona ha ragione: Il caso Deutsche Bank

Quando c’erano da salvare i sistemi bancari di Cipro, Italia, Spagna e Grecia, la Germania si oppose sostenendo che la copertura di 8 miliardi di euro rischiava di esaurire il Meccanismo Europeo di Stabilità. Finì che i suddetti Paesi dovettero risolvere tale crisi pagando di tasca propria. I conseguenti effetti nefasti, presentatisi nel lungo periodo, li abbiamo conosciuti tutti. Il 28 giugno 2018, al Consiglio Europeo, invece, ne ha chiesto l’utilizzo in accordo con la Francia. Il perché è presto detto; Deutsche Bank ha un debito 5000 volte superiore quello di MPS. 15 volte il PIL del Paese. Insostenibile. A causa di ciò, la Federal Reserve le applicherà nuovamente il downgrade in tempi brevi. Insieme alla pesante inflessione dei suoi titoli finanziari, ciò comporterà il suo bailout governativo, quasi sicuramente.

Per far fronte a esso a Berlino non basterà la copertura di tale strumento, sarà costretta a due opzioni. Una è l’uscita dall’UE. Poiché ne è organo vitale e, insieme a tale istituto, di stabilità finanziaria per via dell’elevata esposizione ai derivati, l’effetto domino sarà la disgregazione dell’eurozona e la conseguente perdita della sua egemonia geopolitica acquisita con le ripetute violazioni di Maastricht in questi 26 anni. L’altra la speranza che si concretizzi la creazione di un Fondo Monetario Europeo sulla scia dell’FMI. Sempre con l’appoggio di Parigi. Dato che con lei raggiungerebbe il 49% del capitale UE, le basterebbe “comprare” il voto di un singolo Paese a lei dipendente (Belgio, Lussemburgo) e manterrà inalterato il suo potere nell’organizzazione. In un simile circolo vizioso, la conseguenza sarebbe che la sovranità dei cosiddetti “Paesi deboli” (come il nostro) sarebbe sotto il loro controllo. Letteralmente un’espropriazione di democrazia con il ricatto finanziario. Paolo Savona, quindi, non ha detto nulla di eversivo concernente il “piano B” dell’Italia dettato sia da contingenze esterne che “necessità”. Ha semplicemente descritto la realtà. Limpida e cristallina.

(di Davide Pellegrino)