Vi piaccia o no, questa volta vince Salvini

Vi è questa convinzione generale, si condivida o no il suo pensiero, che Matteo Salvini sia un incapace in grado solo di lanciare slogan. La vicenda della nave Aquarius ci dimostra invece tutto il contrario. Salvini non ha sbagliato una mossa e ha vinto, anzi stravinto, la partita. Davanti ai suoi elettori ha dimostrato che può e vuole mantenere le promesse fatte in campagna elettorale. Dal punto di vista umanitario, non ha messo in pericolo, come ha fatto bene Scanzi a sottolineare, per un secondo la vita dei migranti a bordo della nave. In questo modo le critiche da parte di chi, soprattutto i soliti tifosi della politica che citano a sproposito il diritto internazionale, lo accusava di fregarsene delle vite umane si sono trovate senza alcuna base logica.

Inoltre ha portato di nuovo al centro del dibattito europeo il tema della cooperazione tra Stati. Questo ha messo a nudo la scarsa volontà che gli altri Paesi europei hanno di cooperare con l’Italia nel Mediterraneo. Politicamente, una vittoria incredibile. Macron, l’ultimo uomo su questo pianeta che possa fare la morale a qualcuno sul tema immigrazione, ha dato il via alle critiche all’operato del Governo italiano, riuscendo solo a rafforzare mediaticamente Salvini e le sue scelte. Il ministro dell’Interno tedesco Seehofer ha invece iniziato un braccio di ferro con la Merkel per quanto riguarda i respingimenti e, altra vittoria clamorosa, vuole incontrare al più presto il ministro dell’Interno italiano. E le ONG? Hanno dovuto capitolare davanti a una posizione così ferma dello Stato italiano. A nulla sono valsi i tentativi di rimandare o bloccare la partenza per la Spagna, anche grazie alla scaltra decisione italiana di mettere a disposizione le proprie navi per il trasporto e il rifornimento fino al porto di Valencia. Per la serie, “ora che scuse avete per non trasportarli in Spagna?”

Alla fine di questa vicenda, quindi, ci troviamo davanti al primo grande successo del governo Conte, un successo che ovviamente è andato subito ad alzare il già alto consenso dei cittadini. Se Minniti, bisogna riconoscerglielo, aveva gettato le basi per una messa in discussione della pessima gestione dei fenomeni migratori anche a livello europeo, Salvini ha completato l’opera. La via è ancora lunga ma in qualche modo bisognava pur iniziare.

(di Marco Montanari)