Ricordando il sacrificio russo in Siria

Alexander Prokhorenko, primo tenente, 25 anni. Muore a Palmira in un raid aereo amico da lui stesso ordinato al fine di portare alla corte delle 72 vergini quanti più topi di fogna dell’ISIS possibili. Si trovava circondato. Era il 17 marzo 2016. Oleg Peshkov, tenente colonnello, 45 anni. Riesce a sopravvivere all’abbattimento del Sukhoi-24 ad opera della Turchia, il 24 novembre 2015.

Atterrato con il paracadute di emergenza nel governatorato di Latakia, viene ucciso dai qaedisti di Jabhat al-Nusra. Questi ultimi, infami, riprenderanno il suo martirio diffondendolo in mondovisione inneggiando ad Allah. Roman Pavlov (capitano, 33 anni), Oleg Shelamov (primo tenente, 29 anni), Pavel Shorohov (capitano, 41 anni). Il 1 agosto 2016 pilotano un MI-8. Trasportano aiuti umanitari che di lì a poco avrebbero consegnato alla popolazione della provincia di Idlib. Perdono la vita colpiti da un missile terra-aria lanciato da Ahrar al-Sham. Nadezhda Durachenko (40 anni, sergente dell’unità speciale medica), Galina Mikhaylova (40 anni, sergente dell’unità speciale medica). I

ll 5 dicembre 2016 si trovano ad Aleppo. Curano i civili della parte occidentale della città martoriati dai colpi di mortaio dell’Esercito Siriano Libero. Vengono massacrati nel pieno delle loro nobili funzioni da un razzo di fabbricazione artigianale di Hay’at Tahreer al-Sham proveniente dai quartieri orientali, poi liberati dall’esercito siriano 8 giorni dopo. Sergej Bordov, maggiore.

Il 18 aprile 2017 si trova ad Hama per riorganizzare l’offensiva dell’esercito siriano, interrotta dai raid USA sulla base aerea di al-Shayrat dopo la farsa dell’attacco chimico a Khan Sheikhoun. Rimarrà ucciso da una controffensiva di Jaysh al-Islam sulla base aerea di Khattab. È il 3 maggio 2018, un Sukhoi-30, partito dalla base militare di Khmeimim, precipita sul mare nei pressi di Jable. Guasto tecnico, stando alle prime informazioni. Morti entrambi i piloti, eroici fino all’ultimo nell’evitare le abitazioni durante la fase pre-impatto. Deir el-Zor, 8 maggio 2018.

Un KA52 viene abbattuto dai takfiri sopra Deir el-Zor. Perdono la vita pilota e copilota. Prima di sproloquiare, a torto, di tradimento di Vladimir Putin nei confronti della Siria per non averle venduto batterie di S-300 chiunque lo faccia si ricordi questo nobile sangue versato per la civiltà. Così, a titolo informativo.

(di Davide Pellegrino)