Massacro a Gaza: Israele uccide più di cinquanta palestinesi

Da 6 mesi già si sapeva, ma non avremmo mai immaginato come sarebbe veramente andata la giornata di oggi. L’ambasciata statunitense di Israele è stata appena spostata da Tel Aviv a Gerusalemme. L’inaugurazione, che ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Benjamin Netanyahu in persona, si è svolta in un clima di festa, con tanto di musica dal vivo. Si è detto che “Noi (USA e Israele ndr) stiamo insieme perché crediamo nella libertà.

 

Noi stiamo insieme perché crediamo nei diritti umani. Noi stiamo insieme perché crediamo nella democrazia.” Il premier israeliano ha parlato della profezia di Zaccaria (quella secondo cui il popolo di Israele tornerà alla sua terra) e, con forte verve retorica, ha affermato che “oggi, l’ambasciata della nazione più potente sulla Terra, nostra (di Israele ndr) alleata, ha aperto qui!”.

A pochi chilometri di distanza, a Gaza e in altre parti della Terra Santa, circa 55 palestinesi uccisi (fra cui tre bambini e una donna) e altri duemila feriti dalle forze israeliane in seguito alla Marcia del Ritorno che ormai va avanti da giorni, indetta per manifestare a favore del rispetto del “Diritto al Ritorno” dei palestinesi nelle loro terre come sancito dall’articolo 11 della risoluzione n.194 dell’ONU.
Un giorno definito “amazing” da Netanyahu e “big” da Trump, con tanto di congratulazioni e ringraziamenti reciproci sul social del canarino azzurro.

(di Alessandro Carocci)