Guerra in Siria: la caduta di Afrin e la vittoria governativa nella regione di Ghouta

Il 18 Marzo le Forze Armate Turche (TAF) e i terroristi “moderati” del l’esercito libero Siriano hanno conquistato la città di Afrin nel nord della Siria. La cittadina è stata la roccaforte dell’YPG, l’esercito di liberazione Curdo, nel nordest della Siria per diversi anni. Nonostante ciò i curdi si sono ritirati senza combattere. L’esercito di Erdogan compie così l’obbiettivo dichiarato dell’operazione lanciata mesi fa “ramo d’ulivo“. La maggior parte dei civili, di fronte all’avanzata delle forze turche, si è rifugiata nei territori controllati dal governo di Bashar al Assad. Secondo fonti turche, le forze di Ankara e i terroristi da loro appoggiati sono riusciti a catturare nel cuore della città un vasto arsenale di armi e munizioni, inclusi missili anticarro russi ed americani.

L’avanzata dell’esercito turco e l’occupazione di Afrin

 

Il presidente turco, Recept Erdogan ha annunciato ieri ad Ankara che “sarà ora necessario ricostruire Afrin, riparare le infrastrutture e cancellare le tracce dei terroristi. Noi non siamo li per occupare ma per scacciare i terroristi e riportare la pace in Afrin”. Nonostante ciò numerosi esperti dubitano che i Turchi lasceranno la città volontariamente molto presto. In seguito al loro successo l’esercito turco, ed i miliziani da loro appoggiati hanno catturato diversi villaggi a nord e nordest della città, precedentemente abbandonati dai curdi in ritirata. I Curdi hanno sacrificato Afrin per poter realizzare le loro ambizioni politiche, cancellando ogni speranza di riconciliazione con Damasco e quindi eventuali aiuti militari da parte dell’alleanza Siro-Russo-Iraniana.

Nella area di Ghouta, ovvero l’oasi verde alla periferia di Damasco, continua l’avanzata delle forze lealiste, ormai padrone del territorio. Ieri l’esercito siriano ha infatti liberato diversi villaggi fra qui Saqba e Kafr Batna dal controllo dai gruppi terroristici di Faylaq al-Rahman e Hayat Tahrir al-Sham. Recentemente circolano anche voci che il Gruppo Faylaq al-Rahman stia negoziando la ritirata con il governo di Damasco, nonostante ciò è difficile il raggiungimento di un accordo fintanto che rimangano presenti sul territorio numerosi altri gruppi di ribelli legati ad Al Qaeda. Pochi giorni fa lo stesso presidente siriano Bashar al Assad ha fatto visita ai soldati siriani nelle zone liberate dalla presenza dei ribelli, il presidente è stato accolto con grande affetto sia da parte dei soldati lealisti che dai civili in fuga dalle barbarie dei terroristi legati ad Al Qaeda.

La riconquista del Ghouta orientale da parte delle forze lealiste

 

Forze ribelli appoggiate dagli USA ed operanti ad al-Tanf stanno preparando un attacco contro le forze governative nella Siria orientale, informazioni queste fornite dal blog favorevole all’opposizione siriana Enab Baladi. Contemporaneamente sembra che le froze filoamericane stiano ammassando truppe ad est dell’Eufrate, aspettando il primo pretesto per valicare il fiume e conquistare le stazioni petrolifere in mano al governo Siriano. Analisti siriani considerano infatti molto probabile la possibilità che gli USA e le loro marionette creeranno il pretesto per giustificare l’invasione. Uno scenario che diventa sempre più probabile tanto più aumenta lo scontro diplomatico fra Usa ed Russia.

(traduzione da Southfront a cura di Marco Franzoni)