Lo strabismo post-elettorale del Sole24Ore

La situazione economica nazionale è sicuramente molto difficile. Una difficoltà maggiormente avvertita, soprattutto, dalla popolazione italiana nelle sue componenti più deboli tradizionalmente. Parliamo, ad esempio, degli operai di varie industrie che hanno deciso di chiudere o di trasferire la produzione all’estero (Basti pensare, a questo proposito, al caso Embraco di cui molto si è occupato Oltre la Linea diverse volte).

Tuttavia, nulla o poco di tutto questo è comparso sui grandi media nazionali per molto tempo. In piena campagna elettorale, al contrario, tali soggetti non hanno fatto altro che rilanciare l’idea che la ripresa economica era oramai presente, così come le “magnifiche sorti progressive” del Governo Gentiloni del Partito Democratico.

Finita la contesa elettorale con la sonora sconfitta del PD, improvvisamente, per i signori dei media ufficiali la situazione è tornata improvvisamente chiara nel giro di un battito di ciglia. Emblematico in questo senso è il Sole24Ore, tradizionalmente megafono di Confindustria che ne è l’editore principale. 

Pochi giorni fa, con un articolo pubblicato anche sulla propria pagina Twitter, si è svegliato per mettere in guardia le forze politiche uscite vincitrici dalla recente tornata elettorale sulla scarsa crescita del PIL italiano rispetto agli altri Paesi europei e sul fatto che i salari sono rimasti al palo sostanzialmente

Ma che il PIL italiano fosse tra gli ultimi in Europa per crescita lo si sapeva da tempo, e lo affermavano compiutamente le stesse Istituzioni Europee che se i giornalisti del Sole24Ore in più occasioni hanno dimostrato di considerare organi, se non divini, quasi. Lo stesso si sapeva con riguardo ai salari, peraltro.

Retribuzioni rimaste al palo, anche, per colpa degli stessi datori di lavoro rappresentati da Confindustria che, ripetiamolo, è editrice del Sole24Ore. Giornale che, però, si mantiene ben lontano da muovere qualche critica in tal senso. Che non sia mai che i padroni se la prendano a male con la redazione!

(di Manuele Serventi Merlo)