Castiglioncello: storica villa di D’Annunzio ridotta a discarica

“Nasce l’onda fiacca, subito s’ammorza. Il vento rinforza. Altra onda nasce, si perde, come agnello che pasce pel verde: un fiocco di spuma che balza!”.

Gabriele D’Annunzio descriveva così, né la poesia “l’Onda”, la villa di Castiglioncello, in provincia di Livorno, dove si recava nei mesi estivi. Appare quasi un luogo surreale, che stona con le condizioni in cui versa oggi.

Le finestre dalle quali si vedeva il mare sono spaccate, i muri pregiati, pericolanti, le stanze, dove il Vate si recava alla riflessione, sono adibite a discarica. Si trova di tutto: dai sacchetti della spazzatura, alle scarpe, financo buchi, voragini, ruggine e odore acre. Dove una volta c’era la piscina, luogo di diletto del letterario pescarese, avanza la sporcizia.

Siamo di fronte ad un insulto della storia. Un lento e inesorabile declino che sfregia uno dei litorali più belli della penisola. Magari qualcuno ci starà pure godendo, chi lo sa. “Gabriele D’Annunzio era fascista, ha fatto l’impresa di Fiume, che lo si dimentichi”, penserà. Quest’ultimo fu ospite in questa villa agli inizi del Novecento, grazie all’amicizia che lo legava al pittore Eduardo Gordigiani, frequentatore di Castiglioncello.

Erano i tempi della relazione con l’attrice Eleonora Duse. Passarono gli anni, cambiarono i tempi, la villa diventa luogo di villeggiatura dei più grandi attori della commedia italiana: da Alberto Sordi a Marcello Mastroianni, da Vittorio Gassman a Walter Chiari. Il tutto fino al 2007. Crisi economica, la struttura viene chiusa.

Passano sette anni e, per ripianare i debiti, viene venduta per oltre 5 milioni di euro a due società russe che si spartirono le quote principali. Lo stallo che ha portato all’attuale degrado comincia proprio da qui. Le società non riescono ad accordarsi sul suo futuro. Il comune di riferimento si dice operativamente impotente per il suo recupero. Lo sfregio al paesaggio toscano continua, imperterrito.

(La Redazione)