Educazione anti-italiana: ecco perché il voto antisistema è a 5 stelle

Se in Francia – a prescindere dagli esiti – un Front National esiste più o meno compatto da sempre e, con i recenti sviluppi, batte ogni record di voti affermandosi in ogni caso come partito di massa, in Italia l’esistenza di un partito sovranista è culturalmente impossibile, per ragioni ormai consolidate.

L’educazione propinata ai giovani nella sempre più zoppicante Repubblica si rivolge, fondamentalmente, all’esclusione dei simboli, delle tradizioni e della stessa storia di affermazione nazionale: dalla nascita del Regno alla Grande Guerra, al ricordo sbiadito e non addirittura escluso di praticamente tutti i suoi eroi militari, alla costante auto-flagellazione del Paese come unico e peggiore male tra le nazioni.

Non è per nulla un caso che l’altra metà (un po’ meno, ma ci siamo capiti) della mela “populista” sia rappresentata non da Fratelli d’Italia, unico partito “oltre la soglia” di ispirazione sovranista, ma dalla Lega, ovvero un movimento che, pur non essendo nato secessionista (ed essendolo diventato solo nel corso della sua evoluzione) non è mai stato patriottico, al di là della recente svolta nazionale “da Nord a Sud”.

La conclusione è che in Italia il sovranismo non è del tutto vietato, ma il sovranismo di ispirazione patriottica non è neanche contemplato. Non ci sono i presupposti sociali perché questo possa nascere.

E non ci saranno mai finché non si riuscirà a promuovere battaglie culturali necessarie per ostacolare il vilipendio ormai radicato contro le vittorie storiche del Paese (Prima Guerra Mondiale, Risorgimento) o la glorificazione delle sconfitte (il drammatico 1945, con la grazia almeno di non parlare con gioia dell’8 settembre).

Il problema non è tanto il fatto che, in Italia, il popolo non recepisca un senso di ribellione a qualcosa che non va: che sia l’Euro, l’UE ma direi, azzardando, perfino la dipendenza dalla NATO. Esattamente come qualsiasi altro popolo, massa, gente normale che pensa al quotidiano, anche gli italiani, in qualche modo, reagiscono.

Tutto sta nel capire che esistono modi diversi per indirizzare la protesta: laddove manca una totale istruzione ed educazione al senso del collettivo, al rispetto delle proprie radici, ma solo a un materialismo spicciolo senza altri contenuti che si autocompiace di una presunta purezza delle tasche, è assolutamente normale che questa finisca nelle grinfie di un partito come i 5 stelle.

Era, a pensarci bene, l’unico presupposto culturale possibile.

(di Stelio Fergola)