“Ascoltatemi ora”: Putin presenta il nuovo arsenale

Davanti alle continue provocazioni contro la Russia, non solo nell’Europa orientale da parte della NATO,  ma anche in Siria con i vari attacchi contro le forze armate russe legittimamente operanti nel Paese, fino all’ultimo rapporto statunitense “Nuclear Posture Review” dove si prospetta in maniera palese l’uso di bombe atomiche tattiche contro i “nemici” degli Stati Uniti, Russia in prima fila, l’apparente inerzia e il silenzio da parte del Cremlino che continua a incassare senza reagire, se non con delle note di rammarico e d’invito al dialogo, hanno sempre destato un certo stupore.

Per usare una metafora che calza esattamente con la Russia: “Punzecchiare l’orso mentre dorme è un gioco molto pericoloso, ma se l’orso si sveglia, poi si scatena e diventa inarrestabile”.

Ora, in occasione del suo discorso annuale al Parlamento Russo, il presidente Vladimir Putin ha parlato chiaro e con fermezza ha tracciando le linee di difesa della Russia. Non si tratta di una minaccia ma di un avvertimento. Putin ha ricordato quando già nel 2004 disse che per difendersi la Russia aveva bisogno di armi uniche al mondo. Ma allora nessuno lo ascoltò. “Ascoltate ora!”, ha esortato durante la conferenza. Se ci fossero stati ancora dei dubbi sul ritorno della Russia nella scena mondiale col il suo ruolo storico di superpotenza, e di contrappeso al blocco Atlantico, Putin, col suo discorso, li ha definitivamente dissipati.

Bisogna però sottolineare come la nuova politica di riarmo nasca in risposta all’escalation minacciosa della NATO e degli USA verso la Russia. Con la fine dell’URSS e lo scioglimento del Patto di Varsavia, la NATO, coerentemente, avrebbe dovuto essere sciolta. Al contrario la NATO è andata sempre progressivamente sviluppandosi, sempre più opprimente a ridosso dei confini russi.

“Dobbiamo essere coraggiosi, assumerci le responsabilità, diventare più forti”, ha detto il presidente. “Tutto il mondo ora sta attraversando un periodo critico; il leader è colui che è disposto ed è in grado di cambiare, è colui che agisce, e che si muove in avanti. Questa volontà, il nostro Paese, il nostro popolo li ha mostrati in tutte le determinate tappe storiche del nostro sviluppo. Negli ultimi, poco meno, 30 anni, abbiamo ottenuto tali cambiamenti, per i quali altri Paesi avrebbero avuto bisogno di secoli. Abbiamo percorso, percorriamo, e andremo avanti sul nostro sicuro cammino. Eravamo e saremo uniti”.

Putin ha dichiarato che se servirà la Russia “risponderà” a un attacco nucleare: “Sarà fatto istantaneamente, non importa quale bomba possa venir usata contro il nostro Paese”. Ha aggiunto: “A coloro che negli ultimi 15 anni hanno cercato di sviluppare i propri armamenti, cercando di ottenere un vantaggio unilaterale sulla Russia, emanando restrizioni e sanzioni complesse e illegali dal punto di vista del diritto internazionale per frenare lo sviluppo del nostro Paese anche in campo militare, dico: Tutto ciò verso cui avete provato ad ostacolare, e a contrastare, perseguendo una tale politica, è già passato. Reprimere la Russia non è stato possibile”.

Tuttavia: “Gli ultimi sviluppi non contraddicono gli accordi internazionali”, ha assicurato il leader russo. “Il crescente potere militare della Russia non minaccia nessuno. Non avevamo e non abbiamo piani per l’utilizzo di questo potenziale offensivo, né per fini d’attacco, né tantomeno per scopi aggressivi. Non stiamo minacciando nessuno, non ci accingiamo ad attaccare nessuno, né tantomeno a voler portar via qualcosa a qualcuno; noi, noi stessi abbiamo già tutto”.

La Russia ha fatto un rapido passo nello sviluppo delle ultime armi. “Nonostante le nostre proteste, la catena di montaggio americana ha continuato a lavorare”. Inoltre: “Gli americani stanno costruendo i loro missili anti-missili, che possono rendere obsoleto il potenziale nucleare russo”. “E cosa abbiamo fatto, a parte le proteste? La Russia ha fatto un passo impetuoso nello sviluppo di nuove armi”, ha sottolineato il presidente.

Quando l’URSS sparì, la Russia era completamente indebitata, l’economia non funzionava e i “partner occidentali” decisero che Mosca poteva anche non venir considerata.

“Questa logica può essere compresa, noi stessi ne siamo responsabili”, ha menzionato Putin.

Dopo il ritiro degli Stati Uniti dal trattato ABM (antimissili balistici), Washington dichiarò che il loro sistema di difesa missilistica non era diretto contro Mosca.

La Russia, tuttavia, sta ora creando nuove armi in risposta alle azioni statunitensi che hanno dispiegato il proprio sistema di difesa missilistico sul territorio di altri paesi. Putin ha ricordato che Mosca si oppose con vigore al ritiro di Washington dal Trattato ABM. Il sistema esistente garantiva la sicurezza e rendeva vulnerabile il potenziale aggressore. Tuttavia, nel 2002 gli Stati Uniti si ritirarono unilateralmente dal trattato e si rifiutarono di cooperare in questo campo. “Tutte le nostre proposte sono state respinte”, ha osservato Putin.

“Grande preoccupazione hanno suscitato alcune disposizioni sull’aggiornamento delle scelte statunitensi di strategia nucleare, che espandono le possibilità e abbassano la soglia per l’utilizzo di armi nucleari. Dietro le quinte ci può essere chiunque, e in qualche modo può anche rassicurare, ma noi abbiamo letto ciò che li è scritto. E c’è scritto che può essere lanciato (missile nucleare n.d.r.) in risposta ad armi convenzionali, o addirittura a una minaccia informatica”, ha precisato il presidente (in riferimento al “Nuclear Posture Review”, la nuova politica di riarmo nucleare statunitense presentata dal Pentagono il 2 febbraio di quest’anno n.d.r.).

Nuove armi dell’arsenale nucleare russo

Queste nuove armi potranno essere manovrate negli strati densi dell’atmosfera. Saranno praticamente invulnerabili. La loro velocità sarà ipersonica. “Sarà come un meteorite”, ha dichiarato Putin mostrandone il video. L’arma per ora si chiama “Avangard”.

Putin ha poi illustrato il nuovo sistema “Kinzhal” (pugnale), un missile, anch’esso ipersonico, lanciato dai caccia-bombardieri MIG-31, in grado di cambiare traiettoria repentinamente e di penetrare eventuali sistemi di difesa. Il missile, dal dicembre dello scorso anno, è già stato collocato  nelle basi aeree del distretto militare meridionale della Russia.

C’è anche un nuovo “missile strategico alato”. L’autonomia di volo della nuova arma è illimitata essendo dotata di propulsore nucleare, la sua traiettoria è imprevedibile. Questo missile non può essere neutralizzato dai consueti sistemi antimissile.

È stato inoltre mostrato un video con il volo del nuovo missile “Sarmat”. Questi missili in Occidente sono soprannominati i “Satan”, si tratta dei “Voevod”. Tali armi sono state sviluppate nell’URSS e ora saranno sostituite dalla versione più recente: il “Sarmat”.

“Tutti i nostri sistemi missilistici intercontinentali sono dotati di un sistema di difesa antimissile” ha aggiunto il presidente.

Anche armi supersoniche: “Il possesso di questo tipo di armi è molto importante, è un’arma “ideale” praticamente invulnerabile, tutti i paesi occidentali la vorrebbero, la Russia la possiede”, ha osservato Putin. Si tratta del “sistema oceanico multi-impiego senza pilota”, in grado di trasportare testate nucleari da far esplodere, o contro portaerei nemiche, o addirittura in prossimità delle coste. L’arma ha un’autonomia di spostamento illimitata essendo anch’essa dotata di motore a propulsione atomica. I suoi test sono stati completati. “Il possesso di tali armi, naturalmente, offre vantaggi significativi nella  sfera della lotta armata. Il suo potere, la sua potenza, come direbbero gli esperti militari, può essere enorme, e la sua velocità la rende invulnerabile ai sistemi antimissile di oggi e di difesa contraerea, poiché i sistemi antimissile, per dirla semplice, non possono raggiungerla”, ha continuato il presidente, aggiungendo con una punta d’ironia: “Il nome convenzionale di quest’arma non è stato ancora scelto, stiamo aspettando proposte sul sito web del Ministero della Difesa”.

Putin ha puntualizzato che i nuovi sistemi d’arma saranno prodotti in serie e che sono già a disposizione dello Stato.

Rimanendo volutamente vago il leader russo a posto un accenno anche sulle armi laser: “Esistono importanti risultati, già raggiunti, nella creazione di armi laser, e non si tratta solo di una teoria o di un progetto, né semplicemente dell’inizio della produzione..”.

Ma la differenza viene fatta anche dal potenziale umano. La potenza della Russia non è dovuta solo alle sue armi ma anche alla qualità dei suoi uomini, eroi come l’ufficiale Filipov (il pilota del Su-25 abbattuto il 3 febbraio di quest’anno sui cieli siriani a Idlib): “Equipaggiamenti, armi, anche le più moderne, prima o poi arriveranno anche in altri eserciti del mondo – questo, assolutamente non ci turba affatto, noi le abbiamo già, e ne avremo addirittura di meglio. La cosa principale è un’altra – tali persone, tali ufficiali, come il nostro pilota, maggiore Roman Filipov, gli altri, non li avranno mai”, ha affermato con orgoglio il leader russo.

“Già oggi, possiamo fondatamente affermare che la Russia possiede un esercito di alta tecnologia. Ma il suo cuore è un devotissimo corpo ufficiali”.

Questi secondo il presidente russo sono gli “eroi del nostro tempo”: “Stiamo parlando di migliaia di persone che si sono dati da fare per il bene della sicurezza della Russia e hanno lavorato per creare nuove armi”.

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(Traduzione e stesura a cura di Eliseo Bertolasi)