Elezioni 4 Marzo: nell’incertezza è Berlusconi l’unico vincitore

La corsa verso le elezioni è arrivata ormai alle battute finali e il clima politico, complice la legge elettorale, è più che mai incerto. Difficilissimo fare previsioni su quale sarà l’esito, sul se ci sarà o meno un governo, e su che tipo di governo sarà. Influiranno gli ultimi giorni, il dato dell’astensionismo e i risultati dei vari collegi uninominali.

Un dato però appare chiaro: Berlusconi è il vero vincitore annunciato di questa tornata elettorale. Vediamo perché, analizzando la media dei sondaggi dei vari istituti riportata da Termometro Politico.

Il centrosinistra che, oltre a dover registrare il fisiologico calo di consensi del governo uscente, si è diviso al suo interno, ha praticamente zero chances di arrivare a Palazzo Chigi. Pare, almeno per questa volta, finita la storia d’amore tra l’Italia e Matteo Renzi, iniziata col 40% delle europee (che resta però un dato isolato e su cui pesa un forte astensionismo) e terminata nell’infausto referendum costato al toscano una batosta che lo ha costretto alle dimissioni. Il PD è dato infatti dagli ultimi sondaggi usciti tra il 21 e il 24%. Gli alleati (+Europa, Civica Popolare e Insieme) sono troppa poca roba per consentire a questo dato di innalzarsi fino al fatidico 40%, e tengono la coalizione ben distante, intorno al 27.

Fuori dal centro-sinistra il partito di Grasso, Liberi e Uguali, attestato tra il 4,5 e il 6,5%, in ogni caso abbastanza sicuro di ottenere qualche seggio e da monitorare, dunque, come elemento di possibile appoggio per questa o quella maggioranza.

Intorno agli stessi numeri della coalizione di centrosinistra (25-29%) orbita il MoVimento 5 Stelle che, rifiutando ogni alleanza, si complica non poco la scalata al governo. Tra chi li vede trainanti in un improbabile governo post elettorale con Lega e FdI (ma nulla assicura nemmeno che ve ne siano i numeri) e gli endorsement, più o meno velati, di Liberi e Uguali, formare un governo escludendo sia Forza Italia che il PD sembra decisamente irrealistico.

L’unica coalizione capace di garantire un governo è sicuramente quella di centrodestra che, però, oltre all’incertezza sul raggiungimento della soglia del 40%, ci regala anche quella sul partito che guiderà l’alleanza. Provando a sbilanciarci, bisogna ammettere che, ad oggi, pare ancora Forza Italia il perno della coalizione. Lo evinciamo, oltre che dagli ultimi sondaggi (FI attestata tra il 15 e il 18%, Lega tra l’11 e il 14) anche da un dato storico: l’elettorato di Berlusconi è un elettorato silente.

Dato per morto più volte è stato sempre oggetto di crescite in prossimità del voto, basti pensare all’incredibile rimonta del PdL nel 2013. A supporto di questa tesi si possono consultare i sondaggi di appena un anno fa per vedere come, mentre la Lega aveva sostanzialmente le stesse percentuali di oggi (dando quindi l’idea di un elettorato stabile, probabilmente al massimo delle potenzialità), al contrario Forza Italia avrebbe recuperato ben 6/7 punti percentuali, staccando in maniera forse incolmabile il partito di Salvini. Fratelli d’Italia, fermo ormai da anni intorno al 5 e con un’area a questo punto storicamente frammentata dopo la diaspora aennina, non può certo impensierire gli alleati nella corsa al primato.

Tra i partiti minori e fuori dalle coalizioni gli unici con qualche possibilità, seppur ridotte stando ai sondaggi, di entrare in Parlamento sono CasaPound e Potere al Popolo (entrambi tra l’1 e il 2%). Occhio però, percentuali così basse possono crescere rapidamente considerato il margine di errore di un sondaggio. Difficile quindi raggiungere lo sbarramento, ma non ci sono elementi tali che possano portarci ad escludere una sorpresa.

Un dato, dopo questa panoramica in cui a regnare è l’incertezza, appare comunque certo: Berlusconi domina, grazie al Rosatellum, ancora una volta il campo. Probabile leader di un potenziale governo di centrodestra e, nonostante le smentite ufficiali, unico soggetto plausibile su cui basare una maggioranza di “larghe intese”. Nel caos generale l’unico elemento concreto è forse questo: il Cavaliere ha in scacco tutti e, a meno di clamorose allenze apparentemente impossibili, ha un posto assicurato nella maggioranza di governo.

(di Simone De Rosa)