De Benoist non deve parlare: la paranoia degli antifascisti sconfina nella censura

Alain De Benoist lo si può apprezzare o meno, ma chi l’ha letto sa perfettamente che non parliamo di un pericoloso sgherro nazista e il suo spessore intellettuale è indiscutibile. Eppure, come riporta Lettera43, a seguito della lettera con cui un gruppo di sedicenti  accademici aveva chiesto all’ente guidato da Carlo Feltrinelli di non lasciare spazio di tribuna all’intellettuale francese, quest’ultimo ha deciso di annullare l’incontro in programma il prossimo 13 febbraio. L’ideologo della nouvelle droite avrebbe peraltro parlato all’interno di un ciclo di conferenze intitolato “What’s left, what’s right” ma per custodi dell’antifascismo paranoide non c’è niente da fare: De Benoist non può e non deve parlare. Troppo distante dalla visione liberal e globalista imperante.

«La visione di de Benoist sui nativi così omogenea ed escludente della società è in contraddizione con il pluralismo che caratterizza la democrazia». Peccato che in nome della decantata «democrazia» impediscono a un grande pensatore di prendere parola in un confronto civile, negando essi stessi «il pluralismo che caratterizza la democrazia», di cui sono falsi profeti. Una contraddizione che pare non sembra interessare ai «firmatari» di questa lettera tragicomica indirizzata alla fondazione Feltrinelli, sottoscritta anche da presunti «osservatori contro i fascismi» legati ai centri sociali, che giustificano  e sponsorizzano un atto volgarmente autoritario.

D’altro canto, come direbbe il filosofo Emanuele Severino, «la democrazia è fede», e viviamo in un’epoca teologica in cui la nuova religione è quella del Politicamente Corretto.

(di Roberto Vivaldelli)