La grande truffa di “Potere al popolo”

“Potere al Popolo”, movimento che, sulla carta, dovrebbe provenire dal basso in rappresentanza del mondo dei lavoratori precari, dei disoccupati e dei sindacati di base, rappresenta, tuttavia, ciò che è più distante dalle tematiche socialiste quali l’internazionalismo proletario, la lotta di classe e il multipolarismo. Andiamo a vedere perché.

Una Lidia Menapace che sostiene che la sovranità nazionale sia anticostituzionale elogia, implicitamente, il liberismo globalista, le cui condizioni di sopravvivenza sono giocoforza legate ad imperialismi di natura finanziaria e militare. La presenza dei centri sociali, e del loro peloso antifascismo, fanno capire una forte repulsione verso qualsiasi ideale o movimento metta in discussione i capisaldi della globalizzazione.

I sepolcri imbiancati di Rifondazione Comunista, con il loro individualismo radical chic e il loro filo-terzomondismo, fanno inconsapevolmente il gioco del capitalismo. Importare forza migrante, infatti, crea un vile meccanismo di dumping sociale ai danni dei lavoratori e delle loro dure e secolari lotte.

L’ecofemminismo, sbandierato in queste ore, è parte di quel sistema di sfruttamento teorizzato da Costanzo Preve, secondo cui, per il suo “innesco”, ha bisogno di un soggetto sociale collettivo denominato “borghesia” e di un ornamento simbolico patriarcale, non a caso caratterizzato da uomini muniti di barba e baffi, da un lato, e di donne strette e soffocate in busti di stecche di balena, dall’altro. Chiamatelo Potere “Contro” il Popolo, e farete più bella figura.

(di Davide Pellegrino)