L’autoblindo Centauro II: un orgoglio italiano

Le autoblindo furono i primi veicoli militari corazzati a comparire sui campi di battaglia del XX secolo. Nel corso della Prima e della Seconda Guerra Mondiale, il ruolo di questi mezzi militari si focalizzò sull’esplorazione e l’acquisizione del bersaglio. A causa di esigenze specifiche dovute alla Guerra Fredda, l’Esercito Italiano decise di sviluppare negli anni ’80 il primo autoblindo corazzato su 8 ruote motrici denominato Centauro. Questo corazzato medio è stato concepito come veloce risposta a un ipotetico sbarco delle forze del Patto di Varsavia sul territorio nazionale.

L’idea alla sua base era quella di garantire alle forze mobili italiane una grande mobilità per poter difendere ogni angolo della madrepatria. In seguito ai grandi sconvolgimenti geopolitici di fine ‘900 e la caduta del muro di Berlino, l’autoblindo B1 Centauro verrà impiegata oltremare in missioni di peacekeeping e di prevenzione dei conflitti (Kosovo, Libano, Somalia ed Iraq), dando grande prova di sé. L’autoblindo italiana piacque anche all’estero ed è infatti in dotazione presso gli eserciti di Oman, Spagna e Giordania.

L’evoluzione del panorama bellico e geopolitico, nonché le nuove minacce digitali e informatiche, senza contare la guerra asimmetrica sempre più padrona dei campi di battaglia, hanno spinto le autorità dell’esercito a voler sviluppare una nuova autoblindo 8×8 media capace di rispondere alle minacce di oggi e domani. Concepita e prodotta dal Consorzio Iveco- Oto Melara (CIO), nel 2016 è stata presentata la nuova Autoblindo Centauro II. Definita come l’autoblindo “più potente e sicura al mondo”, la Centauro II è un gioiello tecnologico e industriale italiano. Questo nuovo mezzo, pensato per proseguire la tradizione positiva delle autoblindo B1 Centauro, è stato concepito per sostituire la sua versione precedente presso i reparti di Cavalleria dell’Esercito Italiano.

Il suo sviluppo, all’insegna dell’alta tecnologia, si inserisce in due differenti filoni di modernizzazione del nostro esercito nazionale: il primo punta alla “digitalizzazione” delle forze di terra, aria e mare; il secondo invece punta allo sviluppo delle forze medie, capaci di rispondere a qualsiasi minaccia, più resistenti e sicure delle forze leggere, ma anche più veloci e maneggevoli di quelle pesanti. Per poter trionfare sui campi di battaglia contemporanei, e la guerra in Siria lo ha ben dimostrato, è necessario possedere una linea di veicoli blindati in grado di avere alte caratteristiche di protezione della truppa, alta potenza di fuoco, grande velocità, ma soprattutto una grande versatilità. E la Centauro II, senza troppi giri di parole, soddisfa pienamente ogni richiesta tecnico-tattica.

Grazie a un motore di nuova generazione, capace di erogare una potenza di 715 cavalli, la nuova autoblindo dell’Esercito può raggiungere su strada i 105 km/h con un’autonomia di 800 km. Il baricentro basso, le 8 ruote motrici e lo scafo con geometria a V garantiscono non solo una grande stabilità, ma anche un profilo di difficile individuazione da parte dei nemici. Il focus su cui si sono concentrati gli sforzi dei progettisti è stato quello della difesa del soldato, come ha ricordato il Generale Danilo Errico. Velocità, mobilità e protezione non sono però i soli punti di forza dell’Autoblindo Centauro II: la sua arma principale è infatti un cannone da 120 mm ad anima liscia e a basso rinculo. Quest’arma, tanto per farvi capire, è la stessa del carro armato pesante di fabbricazione italiana C1 Ariete. A fianco del cannone da 120 mm v’è una mitragliatrice coassiale da 7,62 mm e, sopra alla torretta, una mitragliatrice brandeggiabile da 7,62mm o da 12,7 mm. L’Autoblindo dunque, più veloce e mobile del carro pesante Ariete possiede la sua stessa arma principale, ed allo stesso tempo permette una protezione e sicurezza maggiore dei carristi al suo interno.

A far spiccare l’eccellenza della Centauro II è infine la sua parte “digitale”. Una delle innovazioni di Leonardo, il sistema installato sulla Centauro II, è la torre, dotata di elettro-ottiche di ultima generazione per il comandante e il puntatore, con il periscopio panoramico ATTILA D e l’unità di puntamento Lothar SD. La comunicazione avviene attraverso sei radio e il sistema di comando e controllo SICCONA permettendo al nuovo veicolo dell’Esercito di rimanere in continuo contatto con gli altri elementi della squadra e il centro di comando. Grande potenza di fuoco, velocità, stabilità, connettività e attenzione alla sicurezza del soldato sono i capisaldi della Centauro II, vero e proprio orgoglio italiano.

(di Marco Franzoni)