Tutte le ombre di Oprah Winfrey

“Per troppo tempo, le donne non sono state ascoltate o credute se osavano dire la verità contro il potere di quegli uomini. Ma il loro tempo è scaduto!”. Dopo il suo discorso alla cerimonia dei Golden Globe, si è fatta strada negli ambienti democratici l’idea di opporre alla figura dell’attuale presidente repubblicano Donald Trump quella della celeberrima presentatrice e produttrice televisiva Oprah Winfrey.

Non solo celebrità, come Meryl Streep, ma anche personaggi della politica come Jason Noble, ex manager della campagna elettorale di Obama nello Iowa, e perfino due conservatori come John Podhoretz e Bill Kristol hanno dichiarato il proprio appoggio a una sua eventuale candidatura.

In casa nostra, la prima voce nota a esprimersi in suo favore è stata la direttrice di Giornalettismo ed ex enfant prodige di Michele Santoro, ora presunta esperta di vaccini e di diete vegetariane, Giulia Innocenzi: “E’ donna e nera”. I progressisti, notoriamente, si accontentano di poco.

Ironia della sorte, proprio Donald Trump nel lontanissimo 1999 si espresse pubblicamente in favore di Oprah Winfrey, come possibile vicepresidente degli Stati Uniti: “Gli americani rispettano e ammirano Oprah per la sua intelligenza. Ha ispirato milioni di donne a migliorare le proprie vite, tornare a scuola, imparare a leggere e assumersi le proprie responsabilità. Se lei non fosse disponibile, vorrei qualcuno come lei!”.

Detto ciò, a prescindere che la sua candidatura sia una cosa seria (sebbene osteggiata anche dai più importanti giornali americani) o un fuoco di paglia, è più che mai necessario comprendere il soggetto.
Cominciamo col delineare una breve biografia.

Oprah Winfrey è nata nel 1954 nello stato del Mississippi da una madre casalinga appena diciannovenne. Il vero padre biologico, nonostante alcuni uomini abbiano rivendicato la sua paternità, è incerto. Cresciuta in una famiglia poverissima, patì anche molestie sessuali da parte dei cugini, cosa che la portò a fuggire di casa a soli 13 anni. Inizia la carriera nel mondo dei media, in una radio locale del Tennessee, a 17 anni dopo avere vinto un concorso di bellezza. Il suo show televisivo, l’Oprah Winfrey Show, è iniziato nel 1983 ed è terminato nel 2011, quando Oprah ha fondato il proprio network televisivo Oprah Winfrey Network (OWN). Attrice, scrittrice e proprietaria di una propria casa di produzione, la Hapro Production, con un patrimonio personale stimato in 3 miliardi di dollari è la donna afroamericana più ricca del mondo e la prima donna nera miliardaria d’America.

QUALI IDEE POLITICHE?

La prima questione, non irrilevante, è capire quali siano le sue idee politiche. Al pari di Trump, Oprah non ha alcuna esperienza politica né militare, e in tutti questi anni non ha mai esplicitato veramente la propria visione del mondo.

Registrata presso il Partito Democratico, solo nel 2007 ha dato il suo primo appoggio pubblico a un candidato presidente, Barack Obama: tenne comizi in suo favore negli stati dell’Iowa, New Hampshire e South Carolina, raccogliendo anche fino a trentamila persone. Poi di nuovo, nel 2016, ha esplicitato il proprio sostegno a Hillary Clinton in quanto “momento epocale per le donne”. Si calcola che, grazie alla sua influenza, nel 2008 spostò ben un milione di voti a favore di Obama nelle primarie del Partito Democratico.

Il primo impegno, in un certo senso, politico di Oprah risale ai primi anni ’90, quando fece azione di lobby per fare approvare il National Child Protection Act, cosiddetta “Oprah Bill“: una legge che, tra le altre cose, stabiliva un database nazionale e pubblico dei pedofili condannati. Avendo lei stessa subìto abusi nell’infanzia, come già scritto, fu determinante la sua testimonianza davanti alla Commissione Giudiziaria del Senato. La “Oprah Bill” divenne legge nel dicembre 1993.

Si sa per certo che Oprah Winfrey ha simpatie pro-israeliane. Nel 2007, parlando alla Elie Wiesel Foundation, disse di simpatizzare per il popolo di Israele, e pare abbia fatto un viaggio ad Auschwitz proprio con l’ex deportato e Premio Nobel Elie Wiesel (1928-2016). In un’occasione Oprah rifiutò di incontrare gli esponenti del movimento filopalestinese BDS (Boycott-Disinvestments-Sanctions).

Oltre al supporto totale per i diritti delle persone LGBT e la parità di genere (nel 2015 minacciò di lasciare il suo show, se le donne nella sua produzione non avessero ricevuto un aumento), che la metterebbero in pieno nel novero dei progressisti, ha espresso opinioni piuttosto ambigue, in un certo senso “cerchiobottiste”, su altre questioni: sull’immigrazione, ad esempio, è convinta che “si possa pensare a offrire la cittadinanza a 12 milioni di clandestini che risiedono nel nostro paese” e al contempo “rinforzare le leggi sull’immigrazione”.

Le armi? Si può rispettare il Secondo Emendamento, pur aumentando i controlli su chi acquista una pistola. Anche sull’invasione dell’Iraq pare non avere proprio le idee chiare: ha dato ampio spazio agli oppositori della guerra, ma al contempo ha sostenuto l’esistenza delle cosiddette armi di distruzione di massa e l’esigenza del cambio di regime.

Tra le sue opinioni più forti, Oprah non prova alcuna simpatia per le persone non credenti, e nel 2013, parlando del razzismo, disse testualmente: “C’è un’intera generazione -parlo sia dell’apartheid in Sudafrica, sia della mia comunità nel sud-, c’è ancora una generazione di persone, persone anziane, cresciute nel pregiudizio e nel razzismo: queste persone devono morire“.

E riguardo le tasse? Ha spesso lamentato sia le tasse sul reddito individuale che quelle di successione. “Non riesco a compilare il modulo delle tasse senza bermi un bicchiere di vodka”. E’ stata anche elogiata come “una delle migliori pensatrici neoliberiste”.

Tutto qui. Un po’ poco, a dire il vero. Scrive giustamente Mehdi Hasan su The Intercept: “cosa ne pensa Oprah degli attacchi di droni in Pakistan? Del supporto all’Arabia Saudita in Yemen? Delle leggi sulle emissioni inquinanti? Delle assicurazioni sanitarie? Della riforma delle tasse? Ha un piano per la pace in Medio Oriente?”

Come poi ben nota Fulvio Scaglione su Linkiesta, al netto del clamore che sta suscitando, tra gli elettori Dem Oprah è indietro nei sondaggi perfino all’ex vicepresidente Joe Biden, “il signor nessuno che per otto anni ha divertito gli americani (un po’ meno Obama) con le sue gaffe!”

L’AMICO HARVEY WEINSTEIN

Alla notizia di una sua possibile candidatura, subito sul web sono apparse molte immagini di Oprah Winfrey in atteggiamenti amichevoli con il produttore Harvey Weinstein, ora caduto in disgrazia per gli scandali di molestie sessuali. A destare maggiore scalpore, il fatto che un altro “VIP”, il cantante Seal, abbia postato sul proprio profilo Instagram un meme con la Winfrey e Weinstein: “Oh, quasi mi dimenticavo… tu avevi sentito delle voci, ma non avevi idea che lui assaltasse giovani attrici, le quali a loro volta non avevano idea di cosa stesse accadendo. Scusa”. Il senso è palese: Oprah, in quanto stretta conoscente di Weinstein, non poteva non sapere.

Del resto, negli ambienti dell’alto spettacolo dei quali la stessa Winfrey fa parte, è impossibile non conoscere le stesse persone. Basti pensare che lei conosce da anni anche Donald Trump, e nel 2008 ha festeggiato il compleanno della poetessa Maya Angelou nella tenuta di Mar-A-Lago.

Proprio il fatto che la Winfrey si sia fatta portavoce delle donne molestate nello show-business rende necessario chiarire la sua posizione nei confronti dell'”orco” Weinstein. Già nell’ottobre 2017 il produttore, al principio dello scandalo, dichiarò che Oprah Winfrey aveva telefonato per esprimergli la propria solidarietà – affermazione negata dal portavoce di Oprah Winfrey.

Ma torniamo più indietro. Oprah Winfrey ha partecipato attivamente, nel ruolo di attrice, in due film prodotti dalla Weinstein Productions: “The great debaters”, del 2007, e “The Butler”, del 2013. Non si sa con precisione da quanto tempo i due si conoscano, ma è logico pensare almeno da dodici anni a questa parte. Una delle accusatrici di Weinstein, l’attrice Kadian Noble, ha dichiarato che Weinstein la sedusse sfruttando l’amicizia con Oprah Winfrey e Naomi Campbell.

Anche se non esistono prove di un coinvolgimento, né diretto né indiretto, di Oprah nelle vicende, certamente un chiarimento della propria posizione sull'”open secret conosciuto dentro e fuori da Hollywood” sarà inevitabile. Intanto su Change.org una petizione (già con 25.000 firme) chiede alla Winfrey di dissociarsi pubblicamente da Weinstein.

VACCINI, NEW AGE E POZIONI MAGICHE

Oprah non è esattamente un’idola nel mondo scientifico, al punto che un noto sito di divulgazione scientifica ha coniato il termine “oprahfizzazione della medicina” per il suo enorme contributo nella diffusione della pseudoscienza, mentre un duro editoriale su The Federalist l’ha definita senza mezzi termini “la più grande venditrice di patacche d’America”. In decenni di televisione ha contribuito in modo non irrilevante alla promozione di dottrine mediche discutibili e alla carriera di noti ciarlatani.

Iniziamo con i vaccini. Nel 1998 il medico inglese Andrew Wakefield pubblicò su The Lancet uno studio che metteva in correlazione il vaccino MPR con la comparsa dello spettro autistico. Solo nel 2004 si scoprì, grazie all’indagine del giornalista Brian Deer, che Wakefield aveva falsificato i risultati per sostenere un avvocato intento in cause contro le case farmaceutiche: cause dalle quali Wakefield otteneva poi una parte del risarcimento, raccogliendo in poco tempo oltre 400.000 sterline.

Radiato nel 2010, e ritirato il suo studio (condotto con metodi invasivi anche su bambini, e del quale nessuno riuscì mai a replicarne i risultati), l’ex medico britannico ha tuttavia raccolto proseliti in tutto il mondo, incluse celebrità che si sono fatte portavoce della sua causa. Una di queste è l’attrice Jenny McCarthy, che con il truffatore Wakefield ha scritto un libro contro le vaccinazioni.

La McCarthy, ex fidanzata di Jim Carrey (il quale condivide le sue “lotte”), è stata ospite dello show di Oprah Winfrey in una puntata intitolata “Mothers battle autism”, spiegando di avere scoperto “grazie a una ricerca su Google” (sic) che lo spettro autistico era causato dalle vaccinazioni e si poteva curare attraverso strani intrugli di frutta.  Secondo una ricerca, almeno 15-20 milioni di persone hanno assistito al suo show.

Da Christiane Northrup, convinta di potere diagnosticare le malattie con i tarocchi, passando per l’appassionata promozione del libro new-age “The Secret”, uno degli ospiti preferiti di Oprah in questi anni è stato Mehmet Oz, cardiochirurgo americano di origine turca noto per la promozione presunte diete e intrugli miracolosi (interrogato al Senato degli Stati Uniti, ha ammesso candidamente che i suoi medicamenti non hanno alcuna base scientifica).

E James Arthur Ray, suo ospite per tre volte, condannato per omicidio colposo dopo che suoi tre “pazienti” sono morti in seguito a un digiuno di 36 ore nel deserto dell’Arizona -un esercizio che lui proponeva al modico costo di 10.000 dollari-.

Non è noto se lei stessa creda nelle cose delle quali ha parlato, ma ha offerto una platea non insignificante alla promozione di vere e proprie cialtronate – in un paese nel quale dodici milioni di persone credono all’esistenza dei rettiliani.

(di Federico Bezzi)