Italo Balbo e la faziosa ignoranza dell’ANPI

All’ANPI, che protesta caldamente per la dedica di una via immaginaria ad Italo Balbo da parte di Giorgia Meloni, andrebbe ricordato che di strade in onore a lui sono presenti a Minturno e Scauri, entrambe in provincia di Latina. E a noi pare che nessuno se ne lamenti.

Oltretutto gli andrebbe spiegato, con molta calma, che il formidabile aviatore ed eroe di guerra viene onorato negli USA per la crociera aerea del Decennale, nella quale pilotò personalmente la trasvolata, dal golfo di Orbetello a Chicago, di 25 idrovolanti in occasione della Century of Progress del 1933/1934 dove vennero esposti numerosi biplani della Regia Aeronautica. Impresa che, peraltro, gli valse la copertina del TIME.

Benito Mussolini lo descrisse come un bell’alpino, un grande aviatore, un autentico rivoluzionario. Il solo che sarebbe stato capace di ucciderlo e prenderne il posto. Quando morì, a Tobruch, il 28 giugno 1940, la RAF paracadutò sul campo italiano una corona di alloro con un biglietto di cordoglio. “Le forze aeree britanniche esprimono il loro sincero compianto per la morte del Maresciallo Balbo, un grande condottiero e un valoroso aviatore che la sorte pose in campo avverso”, diceva.

Lo stesso non si può dire dei partigiani, invece. Quelli dell’omicidio di Umberto Bardelli, comandante della X Flottiglia MAS, in 10 contro 1 l’8 luglio 1944. Quelli dell’assassinio alle spalle di Igino Ghisellini, federale della Repubblica Sociale Italiana di Ferrara, il 13 novembre 1943 che infuocò il clima della guerra civile. Quelli della bomba in Via Rasella, a Roma, il 23 agosto 1944, contro 33 ufficiali del Reparto altoatesino Bozen che coinvolse anche Piero Zuccheretti, un bimbo di 12 anni, e scatenò la rappresaglia delle Fosse Ardeatine il giorno dopo. Quelli delle operazioni di terrorismo dei GAP che avevano l’unico scopo di inasprire i sentimenti di repulsione degli ufficiali nazisti nei confronti della popolazione italiana.

Dopo 73 anni sono ricordati, all’estero, solo per essere apparsi i giorni antecedenti il 25 aprile 1945, con gli Alleati alle porte, ed aver sparato qualche colpetto simbolico ad una Wehrmacht disastrata ed in ritirata. Basterebbe solo questo a far zittire la sua ignoranza storica e far sotterrare i sepolcri imbiancati che ne fanno parte nell’antifascismo da operetta in cui sguazzano da decenni.

(di Davide Pellegrino)