Nuove mostruosità dell’Occidente: dalla sessualità robotica ai nuovi virus

L’Occidente ci viene descritto, dalla stampa mainstream e dai benpensanti nostrani (che forse tanto bene non pensano), come il luogo del Mondo dove al meglio la libertà e la giustizia si coniugano e dove la tecnologia sta “andando in contro” agli uomini. Forse quest’ultima asserzione è veritiera, ma si tratta probabilmente di un treno lanciato contro tutti noi, a folle velocità, con un enorme rostro appuntito sul davanti e manovrato da un invasato dagli occhi insanguinati.

Dal Regno Unito giungono notizie raccapriccianti, sia dal punto di vista tecnologico che sociale. Si è svolta a fine dicembre la Conferenza sui robot sessuali: il tutto ha avuto luogo in una location volutamente “riservata”, nella zona nord di Londra, perché secondo gli organizzatori poteva essere un obiettivo sensibile a causa della minaccia del terrorismo; la stessa convention era stata vietata in Malesia in precedenza perché giudicata “troppo estrema”.

Si è trattato di un consesso sicuramente interessante, durante il quale si sono ritrovati diversi esponenti ed esperti in materia di robot, androidi e di tutte le implicazioni che tali oggetti sviluppano non solo all’interno dei rapporti umani ma persino direttamente con gli umani. L’organizzatore, il professor Adrian David Cheok, ha raccontato a Russia Today che presto il sesso fra i robot e gli umani sarà la norma; ha persino detto quanto segue: “Più i robot diventano realistici e intelligenti, sempre più persone vorranno fare sesso con loro e si innamoreranno”.

Si è espresso anche Marc Behrendt, “filosofo di robotica” dell’Università libera di Bruxelles in Belgio, con queste parole: “Un CBS (child sex bot; trad: bambino robot per sesso) sarà una macchina autonoma, animata e articolata con un’intelligenza artificiale avanzata e predisposta per assistere sessualmente l’utente umano”. Sebbene le sue dichiarazioni potrebbero parzialmente rassicurarci quando afferma che “… stiamo parlando, al momento, di macchine non coscienti e non consapevoli”, ci mette poco a farci sprofondare in incubi sin troppo realistici esprimendosi su come possano essere usati dai pedofili: “… come può la società proteggersi dai pedofili? Dovremmo spingere i pedofili a dimenticare e sopprimere i loro impulsi sessuali come fatto sin ora con poco successo? O dovremmo, assieme ad altre terapie, cercare di deviarli dai bambini verso i CBS?”

Era presente anche il dottor David Levy, autore di “Amore e sesso coi robot”: ha fatto presente che solo con robot in grande numero, diffusi e disponibili e con molta sperimentazione, sarà possibile capire quali sono i pro e quali i contro. Una sorta di affermazione da apprendista stregone, se la si lega a quando ha affermato che non sa se ciò potrà diminuire o persino incoraggiare la pedofilia. Il dottor Levy si “limita” a consigliare “un grande lavoro per giuristi, fisiatri e programmatori di intelligenza artificiale a fini terapeutici”. Come una oscura miniera dalla quale ricavare strani e sconosciuti minerali, dal dottor Levy continuano a provenire notizie “stupefacenti” (sarebbe più corretto dire terrorizzanti): ha già predetto la possibilità che i robot potranno avere dei figli assieme ai loro proprietari umani, creando una nuova specie ibrida.

Seguendo ciò che l’Università di stato dell’Ohio, negli Stati Uniti, ha dimostrato coi suoi studi, Levy dichiara che in futuro gli scienziati potranno permettere “…al codice genetico di un robot di essere trasmesso alla sua progenie assieme al codice genetico di un umano. All’improvviso è apparsa all’orizzonte la possibilità reale per i robot del futuro di manipolare le cellule dei tessuti umani per creare sperma umano e ovuli umani”. Proprio con questi ovuli, secondo il dottor Levy, “…sarà possibile per i robot creare un intero bambino umano e i suoi embrioni potranno essere nutriti e portati in gravidanza da una madre in surrogato”.

Il mistero e la grandiosità della nascita della vita si vedono dunque addosso, proprio oggi e non in un futuro misterioso e lontano, la mano plumbea degli androidi per ghermirli e stritolarli: gli scienziati e i tecnici, già definiti “scimmie sapienti” dal giornalista Giulietto Chiesa, sono in grado di avere solo una vaga idea di cosa stanno facendo? Qui non si tratta più di implicazioni etiche ma di veri e propri cavalli di Troia, mascherati da progresso e avanzamento tecnologico, che si stanno introducendo nella nostra società e il loro carico di guerrieri pronti a saccheggiare e annientare la civiltà sin ora conosciuta – già in pericolo socialmente – non si farà attendere.

Se androidi, macchine e robot si incuneano nella vita, negli Stati Uniti ci si occupa di trovare nuovi strumenti per sterminare (potenzialmente) l’umanità. Dal New York Times apprendiamo che è stata eliminata la moratoria, in America, per i fondi utili alla ricerca che altererà dei germi per renderli più letali.

Tre anni fa le ingenti somme necessarie furono bloccate e con loro queste ricerche. Come nel caso precedente anche qui tutto è fatto nel nome della “scienza”, dello “sviluppo” e del “progresso”, affinché – così dice la “versione ufficiale” – si possa capire come l’influenza aviaria possa mutare più facilmente e infettare gli umani oppure per trovare vaccini più efficaci. È stata richiesta la formazione di un organismo governativo che dovrà assicurare l’utilità scientifica di questi studi e che si svolgano in laboratori sicuri ad alta tecnologia: le critiche, giustamente, non si sono fatte attendere prevedendo i rischi che tali nuove creature, mutate e rinforzate, possano fuggire al controllo e causare una pandemia mortale.

Il dottor Francis S. Collins, capo dell’Istituto Nazionale per la salute in USA, ha spiegato che richiederanno il consenso a sviluppare un nuovo virus di Ebola in grado di propagarsi nell’aria. Il biologo molecolare ed esperro in armamenti biologici alla Rutgers University, dottor Richard H. Ebright, ha persino detto che sarebbe più prudente affidare l’organizzazione e realizzazione di questo organo di controllo non al governo statunitense bensì a privati. Non azzardatevi perciò a pensare che tutto ciò possa mai essere usato dai militari o come nuovo strumento di terrore preventivo a livello mondiale: qui parliamo del “progresso”, dello “sviluppo delle scienze”.

La strada per l’inferno, del resto, è ben lastricata con ottime intenzioni; una delle pietre reca sicuramente la scritta: “Per il bene della scienza”. Qui però non siamo dinanzi a un testo sacro, valido nei suoi ammonimenti per i credenti, bensì abbiamo a che fare con i nostri tempi. È tutto reale e terrificante.

(di Pietro Vinci)