La follia politicamente corretta che storpia l’arte

Hanno boicottato l’Idomeneo di Wolfgang Amadeus Mozart perché la decapitazione di Maometto avrebbe potuto creare una recrudescenza nel sentimento anti-occidentale dei musulmani in Europa.

Alcuni Paesi hanno messo sotto accusa la Divina Commedia di Dante Alighieri, poiché nel Canto XXVIII dell’Inferno è contenuta una blasfemia nei confronti del Profeta. Hanno accusato il Nabucco di antisemitismo, perché i Leviti e il popolo piangono la sorte degli ebrei, sconfitti da Nabucco alle porte di Gerusalemme.

Hanno messo alla gogna Richard Wagner, dato che le influenze della mitologia norrena e germanica nelle sue opere hanno contribuito a creare il sottobosco ideologico del nazionalsocialismo. La rappresentazione dell’opera lirica “Il Viaggio a Reims” di Gioacchino Rossini ha subito, nel corso degli anni, una “alterazione lessicale”. La parola “croce” sostituita con “amore” per non offendere i non cattolici.

Al Maggio Fiorentino hanno pensato bene di introdurre una riedizione dell’opera di Georges Bizet, la Carmen, dove quest’ultima resiste al tentativo di assassinio di Don José e lo uccide a sua volta. La giustificazione? Dare una dignità alla lotta contro i “femminicidi”.

A questo punto non rappresentiamo più Luisa Miller di Giuseppe Verdi, poiché la protagonista viene uccisa per gelosia dall’amato Rodolfo. Sputiamo sopra Sofocle, perché nell’Antigone decide di fare morire Euridice. Vituperiamo La Tosca di Giacomo Puccini. Il politicamente corretto è un carcinoma che sta portando il cervello alla cancrena.

(di Davide Pellegrino)