Indipendenza contro vincoli e austerità: il Giappone vola e l’UE affonda

Il mantra dell’austerità e delle frontiere aperte europee subisce un ulteriore colpo. Le notizie che arrivano dall’estremo oriente parlano infatti di un Giappone a disoccupazione quasi azzerata (2,7% della forza lavoro lo scorso mese).

Se da un lato dunque, nel Vecchio Continente si continuano a perpetrare le rigide politiche di Bruxelles che così scarsi risultati hanno prodotto, specie nei Paesi del Sud Europa, un Giappone libero da vincoli ed economicamente sovrano riesce comunque, in barba a chi lo dava sull’orlo del fallimento, ad ottenere numeri importantissimi.

La politica del premier Shinzo Abe, molte volte criticato dai soloni del politically correct come un barbaro nazionalista, non lascia di certo scontenti i giapponesi (che infatti lo hanno recentemente votato in massa, consegnandogli un’ampia maggioranza).

E i dati sul lavoro sembrano dar ragione al popolo nipponico e al loro premier, specie se impietosamente comparati ai risultati della tanto decantata Unione Europea, esempio illustre nei circoli bene dell’economia, ma che poi porta a casa tassi di disoccupazione elevatissimi (vd. 21% Grecia, 17% Spagna o anche l’11% italiano), stendendo un velo pietoso sui diritti sociali sempre più in declino.

I numeri, orgogliosamente riportati dal governo di Tokyo, sembrano dimostrare invece come un Paese, seppur sicuramente non perfetto e con numerosi limiti, con politiche proprie e autonome possa ottenere molti più benefici rispetto al vero modello di un fallimento che tanti si rifiutano di dichiarare come tale: l’Unione Europea.

(di Simone De Rosa)