Le Fake News del Guardian sui Caschi bianchi siriani e Al Qaida

Il Guardian, oggi, apre sostenendo che i legami dei White Helmets con al-Qaeda siano frutto della “macchina propagandistica” del Cremlino. Ovviamente nessuna parola sui reportage di Vanessa Beeley, giornalista indipendente, che dando voce ad ex cittadini di Aleppo Est scoprì che questi pseudo soccorritori furono visti fornire cure mediche ai miliziani legati alle fazioni takfire e ai filo-turchi di Nur al-Din Zanki e, soprattutto, supporto logistico e militare, partecipando attivamente alle esecuzioni di patrioti siriani, civili e minoranze religiose e all’avvelenamento dell’acquedotto di Damasco.

Nessuna menzione del video dove questi “eroi” si rendono protagonisti dell’occultamento del cadavere di un civile, ucciso con un colpo di pistola alla tempia da un commando jihadista nei pressi di Jasim, provincia di Daraa, una delle ultime roccaforti qaediste ancora in piedi insieme ad Idlib. Silenzio assoluto sulle simpatie di Khaled Khateeb, il fotografo dell’organizzazione impossibilitato a presenziare alla cerimonia degli Oscar, per Jaysh al-Fatah, organizzazione islamista sunnita alleata di Ahrar al-Sham e Jabhat al-Nusra, supportata dall’Arabia Saudita e che si descrive come anti-Hezbollah ma non necessariamente anti-ISIS.

Nessun riferimento al ruolo dei media center, aventi lo scopo di screditare il governo di Bashar al-Assad mediante filmati dove i protagonisti vengono truccati ed impolverati a dovere affinché appaiano come vittime di un presunto raid aereo russo-siriano.

Nessun rigo su Abu Jaber al-Sheikh, leader di Hay’at Tahreer al-Sham (ex Jabhat al-Nusra) che commemorando l’anniversario dell’insurrezione jihadista in Siria li definì “i soldati nascosti della rivoluzione.”

E se i crociati contro le Fake News fossero esse stesse delle Fake News?

(di Davide Pellegrino)