Cari clandestini, non siete pacchi postali, ma giocattoli senza futuro

Dopo #RefugeesWelcome, #NoBorders e #AbbattiamoiMuri potrebbe nascere un nuovo hastag, dalle parole molto chiare: “Diritti senza confini”.

Così troneggiava uno striscione del corteo di “migranti” (anche se in realtà continuano ad essere clandestini) svolto ieri a Roma.

Repubblica ovviamente, esulta, rilancia, evoca. Una cosa in particolare: il “diritto ad abitare” ripetuto almeno tre volte nel pezzo pubblicato ieri sul giornale. Abitare cosa? Case libere di proprietari italiani che pagano sonore tasse e sempre più inclini alla miseria? Case occupate di italiani che dovrebbero essere cacciati? Quale diritto, di grazia? E di doveri, ogni tanto, per sbaglio, se ne parlerà mai?

Beninteso che non ci interessa: i doveri andrebbero dati ai cittadini italiani, gli stessi che questa vergognosa macchina propagandistica sta continuando ad assassinare senza un minimo di vergogna, con la sempreverde strategia del ricatto morale a farla da padrone. In pegno, però, di un’esclusiva a loro oggi negata con sprezzante snobismo: quello ad avere una casa di cui disporre come meglio credono.

Italiani traditi e umiliati ogni giorno da istituzioni conniventi e da politici che, davvero con una faccia tosta senza pari, si riscoprono improvvisamente “nazionalisti” giusto il tempo di inveire contro la salma di Vittorio Emanuele III (che, con tutte le sue gravissime colpe, al confronto potrebbe quasi considerarsi un eroe) per poi tornare l’attimo dopo a fare il disinteresse della patria e dei suoi abitanti.

“Non siamo pacchi postali” è scritto su un altro striscione di una manifestazione concessa come se nulla fosse, così, a nastro, a persone che manco dovrebbero stare sul nostro territorio. La legalità è un’optional, ma la verità amara è che, da noi, uno ius soli non dichiarato esiste già da almeno 10 anni (20-25 se parliamo di “cultura da ius soli“).

Le energie che la macchina da guerra progressista sta mettendo in campo per fare approvare una norma non voluta sono spaventose, impressionanti, totalitarie.

E’ vero, non siete dei pacchi. Il massimo a cui potete aspirare è di essere puri strumenti di propaganda, degli oggetti di culto visivo utili a produrre norme suicide e d’insulto contro qualsiasi diritto di un lavoratore italiano, spesso disoccupato e ancora più spesso, oggi, povero.

Dei giocattoli senza futuro, utili solo allo scopo di fare propaganda ideologica. Il massimo ruolo che state recitando è quello di marionette. Mi auguro che qualcuno di voi, prima o poi, se ne accorga. A meno che non vi paghino cifre straordinarie, ma a naso non credo che ciò sia avvenuto.

(di Stelio Fergola)