Noam Chomsky fa a pezzi la retorica antifascista

Noam Chomsky ha criticato il movimento antifascista e sostenuto che le sue azioni sono sbagliate e sono “un grande regalo alla destra”. L’eminente intellettuale, padre della moderna linguistica, ha sostenuto che il movimento è autodistruttivo e costituito da una minuscola frazione all’estrema periferia della sinistra.

Il movimento “antifa”, abbreviazione di “antifascista”, si riferisce a una coalizione di militanti opposta all’estrema destra. Il movimento, fondato in Europa negli anni venti, è comparso recente su tutti i giornali a seguito della manifestazione suprematista di Charlottesville. Neonazisti, membri del KKK e supporter della “alt-right” si sono scontrati con gli antifascisti, e una donna è morta dopo che un’auto è piombata sulla folla.

A seguito dell’episodio, Donald Trump è stato molto criticato per avere delineato una parità morale tra i suprematisti bianchi e gli antifascisti, dicendo che i manifestanti di estrema sinistra erano violenti quanto quelli di estrema destra, e che nella “alt-right” ci sono “brave persone”.
Chomsky, voce di una sinistra critica della politica estera USA, del neoliberalismo e dei media mainstream, ora critica gli antifa.

“Per quanto riguarda gli antifa, si tratta di una minuscola frangia della sinistra” ha detto il linguista e filosofo politico al Washington Examiner. “Sono un grosso regalo alla destra, inclusa la destra militante. Ciò che fanno è sbagliato in principio -ad esempio impedire i convegni-, il loro movimento è autodistruttivo”.Aggiungendo: “Quando il confronto politico sfocia nella violenza, è il più forte e più brutale a vincere – e lo sappiamo tutti chi è.”

Chomsky si è opposto al bando dei meeting di estrema destra, sostenendo che è una tattica autodistruttiva e che bisogna porre una grossa enfasi sull’istruzione. La sua critica al movimento antifascista, tuttavia, ha sollevato polemiche. Eleanor Penny, che ha scritto molto sul fascismo e l’estrema destra, ha dichiarato all’Independent: “Chomsky tratta la battaglia contro il fascismo come una battaglia per la purezza morale della sinistra; battaglia che secondo lui si può vincere solo rimanendo rispettosi”.

E ha aggiunto: “Ma i fascisti non hanno interesse a vincere quella battaglia. Non gli interessa rispettare la libertà di parola o il diritto a un giusto processo: hanno dichiarato apertamente i loro intenti verso le persone di colore e altri ‘indesiderabili’ e perseguiranno i loro scopi con ogni mezzo necessario. In questo contesto, la resistenza fisica è un dovere e un atto di autodifesa, non un sintomo della decadenza morale della sinistra”.

(da The Independent – traduzione di Federico Bezzi)