Il chavismo stravince nelle elezioni comunali venezuelane

Nuove elezioni in Venezuela e nuova vittoria del Partido Socialista Unido de Venezuela (Partito Socialista Unito del Venezuela), la formazione di governo che questa volta ha sfiorato l’en plein conquistando il 98% dei comuni al voto e trionfando anche nello stato di Zulia, tornato al voto dopo il mancato giuramento del governatore eletto lo scorso ottobre.

In questo modo risultano ben diciannove i governatori eletti dal partito bolivariano su un totale di ventitré ai quali si aggiungono ventidue dei ventitré sindaci delle capitali regionali. In tutto erano 335 i comuni interessati dal voto e tra i maggiori successi del fronte governativo si segnalano alcune roccaforti dell’opposizione come Maracaibo ed il distretto di Sucre, nell’area di Caracas.

L’affluenza, seppur inferiore al 61,4% delle elezioni regionali del 15 ottobre, si è attestata sul 47,3% degli aventi diritto pari a oltre nove milioni di cittadini. Nicolas Maduro ottiene, così, la sua terza vittoria consecutiva in una seconda parte dell’anno che ha permesso al chavismo di ripartire da alcuni punti fermi: il ripristino della legalità, la fine delle violenti manifestazioni di piazza dell’opposizione che in quattro mesi avevano provocato la morte di 125 persone, la capacità di evitare un default ormai dai più annunciato come imminente e il ripristino di salde relazioni internazionali a partire da quelle con stati creditori come Russia e Cina.

A partire dal voto per l’Assemblea Nazionale Costituente di fine luglio, il governo è riuscito a pacificare il Paese fissando le elezioni regionali e comunali e confermando il voto presidenziale per la fine del prossimo anno, smentendo del tutto coloro che si affannano a definire Maduro un dittatore. Queste mosse hanno spaccato e indebolito l’opposizione che ha dato inizio ad una battaglia interna per l’incoronazione del principale leader antichavista.

Se lo storico partito socialdemocratico Acción Democrática (Azione Democratica) guidato da Henry Ramos Allup ha accettato il calendario elettorale presentando propri candidati in tutte le competizioni, ancora una volta i falchi dell’opposizione hanno deciso di boicottare il voto che pure chiedevano fortemente nella prima parte del 2017.

In particolare Leopoldo Lopez, Henrique Capriles e Julio Borges hanno dato il via alla lotta intestina alla Mesa de la Unidad Democrática (Tavola dell’unità Democratica) ritenendo dei traditori i quattro governatori eletti da AD che hanno accettato di prestare giuramento all’Assemblea Nazionale Costituente mentre l’ex sindaco della capitale Antonio Ledezma, fuggito in Spagna meno di un mese fa, ha ingrossato le fila degli che intendono ancora raccontare di un Venezuela sanguinario e brutale invocando perfino sanzioni contro il proprio popolo.

(di Luca Lezzi)